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![]() GreatFang, 29 anni spritzino di Mestre CHE FACCIO? cazzeggio,sbevacchio e rockeggio :D Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
Thursday, October 30, 2008 - ore 13:54 NO, NON SONO MORTO...solo in prognosi riservata... ...e siccome non mi passa scribacchio... COME SE AVESSE UN SENSO Fermo sulla porta non sento né calore né gelo. Osservo la polvere che si adagia mollemente su ogni cosa, strato su strato. Ci stiamo fossilizzando tesoro – ecco cosa penso ma è un pensiero che resta muto, muto come un urlo incatenato, impigliato nelle spine che questi chiodi di bara mi hanno piantato in gola. Scivolo a lato e mi appoggio alla mia ombra, è più morbida che mai. Sento che stai arrivando ma farò finta di essere sorpreso quanto te quando aprirai la porta. Questa stanza sa di vecchio, sa di cose marcite nei cassetti che avrebbero dovuto preservarle. Lo sai anche tu amore: non c’è riparo dal tempo, non è un acquazzone al quale puoi sottrarti. Ed eccoti finalmente, con quell’espressione stupita che non ti vedevo da un bel po’. Non ho un bell’aspetto, dici, ma so che non sono i vestiti trasandati e la barba incolta, non è questo: ero così anche prima, quando mi spingevi forte contro un muro e ti lasciavi sollevare di peso, nel buio, e poi trascinare giù, nel vuoto. Hai sempre cercato i miei occhi. Alle volte avresti voluto strapparmeli. Non hai mai posto una netta linea di divisione tra odio e desiderio. È mai realmente esistita, per te? Faccio un passo in avanti. La sigaretta si spegne. Sei bella. Non fantastica ma decisamente bella. Hai paura, lo respiro nell’aria di questa stanza ammuffita. Hai paura. E ne hai motivo. Tieni il mento alto, gli occhi fissi nei miei ma dimmi: per quanto tempo credi di riuscire ad arginare il fiume con questa tua patetica diga di orgoglio ostentato? Faccio un altro passo verso di te e già tremi. Le luci si abbassano un po’. Dove sta finendo la maschera di medusa che ami tanto indossare? Il topo stretto all’angolo combatte con la furia del leone, mi dicono, ma tu sei poco più di una cavia da laboratorio: scappi e all’occorrenza mordi ma alla fine sei assuefatta alle torture che ti vengono imposte. Fingi di non saperlo ma sei docile, pateticamente sottomessa. Il tuo bel seno si alza e abbassa più velocemente ora. O mi sbaglio? Non sono venuto per parlare, per darti spiegazioni. Sono venuto a prendere quello che è mio. Un altro passo. La mia ombra ti avvolge stretta. La fronte ti si imperla di sudore. Scommetto che è freddo. Non è così? Adesso si, adesso tremi. Posso contare i cocci di porcellana del tuo prezioso viso. Li sento scricchiolare sotto i piedi mentre li calpesto. O-oh, il topo ha deciso di mordere! Avevo notato lo strano modo in cui la maglietta ti stava addosso appena sei entrata. Forse ti piacerebbe che fingessi sorpresa. Ti concedo un barcollio e una caduta a terra. Ti concedo del sangue che bagna il pavimento. Ti concedo di scappare. Ma spiegami: perché sei così stupida da scappare in camera da letto? Credo di saperlo. Ed eccoti qui di nuovo: pistola in pugno e un libretto nero nell’altra mano. Dove hai letto che queste amenità funzionino? Non ti converrebbe spararmi alla testa e poi scappare? Lo dico per il tuo bene. Vuoi cercare una boccetta di acqua santa? Potrei anche decidere di dartene il tempo. Ma il tempo è un fiume a cui non puoi impedire il mare. Quante volte te l’ho detto amore? Quante volte ti ho chiamata “amore”… Sono io il tuo mare e non dovresti stupirti che le sue acque siano nere. I suoni scompaiono tesoro. Le lingue di fuoco ruggiscono mute, con colori sbiaditi e spenti. È ora di andare e mentre mi rialzo lo capisci bene anche tu. Brava, lascia cadere quell’inutile pezzo di ferro e quell’ancora più inutile libretto. Vieni qui ed abbracciami. No, non piangere. Non è così doloroso come dicono. Il buio. Il freddo. La luce bianca. Sono tutte mistificazioni. Favolette. Sei nuda davanti a me, lo sei sempre stata. Cominci a capirlo, adesso. Shhh, calma. Ecco vedi, sei lì distesa sul divano, come addormentata. Mi è sempre piaciuto guardarti mentre dormi. È un po’ come vegliare su di te, essere il tuo angelo custode. Mi mancherà non poterlo più fare ma dove stiamo andando non c’è sonno. Vedilo come uno strano party al quale non si dorme mai. Ti aiuterà. Almeno all’inizio. Così apro la porta e ti stringi forte a me. Tremi ancora ma meno di prima. Tiro un bocca dalla sigaretta e butto fuori ghirigori di fumo nero e denso. Pronta? – ti chiedo. Annuisci con il broncio di una bambina un po’ spaventata. Sei sempre stata una bambina tra le mie braccia. Attraversiamo la soglia e con una mano chiudo la porta dietro di me. La realtà è una mistificazione. - Il medico legale dice che è stato un infarto. - A 25 anni e con un fisico del genere? - Vai a sapere, magari era qualcosa di congenito… - O si è strafatta di qualcosa… - Tipo quella specie LSD super potente di cui ho sentito parlare a Righetti della Scientifica? - Già. Dicono che sia da paura. “Mai visti trip così reali.” Così ha detto De Maso. - Chissà se al dipartimento… - Certo che era una gran figa… LEGGI I COMMENTI (4) PERMALINK |
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