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Thursday, October 30, 2008 - ore 18:10
Piove Governo Ladro!!
(categoria: " Università / Scuola ")
ma che bea la fiaccolata sotto il diluvio..

commovente vedere tanta partecipazione.. commovente anche l’elogio tratto dal Giulio Cesare di Shakespeare, ovviamente adattato alla situazione attuale..Cesare in questo caso è l’università pubblica, il sapere non appannaggio di pochi agiati..indovinate chi è in questo caso Bruto?..
ANTONIO: "Romani, amici, miei compatrioti,
vogliate darmi orecchio.
Io sono qui per dare sepoltura
a Cesare, non già a farne le lodi.
Il male fatto sopravvive agli uomini,
il bene è spesso con le loro ossa
sepolto; e così sia anche di Cesare.
V’ha detto il nobile Bruto che Cesare
era uomo ambizioso di potere:
se tale era, fu certo grave colpa,
ed egli gravemente l’ha scontata.
Qui, col consenso di Bruto e degli altri
- ché Bruto è uom d’onore,
come lo sono con lui gli altri -
io vengo innanzi a voi a celebrare
di Cesare le esequie. Ei mi fu amico,
sempre stato con me giusto e leale;
ma Bruto dice ch’egli era ambizioso,
e Bruto è certamente uom d’onore.
Ha addotto a Roma molti prigionieri,
Cesare, e il lor riscatto ha rimpinzato
le casse dell’erario: sembrò questo
in Cesare ambizione di potere?
Quando i poveri han pianto,
Cesare ha lacrimato: l’ambizione
è fatta, credo, di più dura stoffa;
ma Bruto dice ch’egli fu ambizioso,
e Bruto è uom d’onore.
Al Lupercale - tutti avete visto -
per tre volte gli offersi la corona
e per tre volte lui la rifiutò.
Era ambizione di potere, questa?
Ma Bruto dice ch’egli fu ambizioso,
e, certamente, Bruto è uom d’onore.
Non sto parlando, no,
per contraddire a ciò che ha detto Bruto:
son qui per dire quel che so di Cesare.
Tutti lo amaste, e non senza cagione,
un tempo… Qual cagione vi trattiene
allora dal compiangerlo? O senno,
ti sei andato dunque a rifugiare
nel cervello degli animali bruti,
e gli uomini han perduto la ragione?
Scusatemi… il mio cuore giace là
nella bara con Cesare,
e mi debbo interromper di parlare
fin quando non mi sia tornato in petto.
...
Miei buoni amici,
miei cari amici, non fatemi carico
d’istigarvi ad un simile improvviso
flutto di ribellione.
I responsabili di quest’azione
sono gente d’onore…
Quali private cause di rancore
possano averli indotti, ahimè, a compierla,
non so: essi son saggi ed onorevoli
e vi sapranno dire le ragioni.
Non son venuto, amici,
a rapire per me il vostro cuore;
non sono un oratore come Bruto,
sono - mi conoscete - un uomo semplice
che amava Cesare con cuor sincero;
e questo sanno bene anche coloro
che m’han concesso il loro beneplacito
a parlare di lui così, in pubblico;
perché io non posseggo né l’ingegno,
né la facondia, né l’abilità,
né il gesto, né l’accento,
né la forza della parola adatta
a riscaldare il sangue della gente:
parlo come mi viene sulla bocca,
vi dico ciò che voi stessi sapete,
vi mostro le ferite del buon Cesare,
povere bocche mute,
e chiedo a loro di parlar per me.
S’io fossi Bruto e Bruto fosse Antonio,
allora sì, che qui a parlare a voi
vi sarebbe un Antonio
ben capace di riscaldare gli animi
e di dar voce ad ogni sua ferita
per trascinare a Roma anche le pietre
alla rivolta ed all’insurrezione!
...
Ma, amici,
andate a far non sapete che cosa.
Sapete perché Cesare
ha tanto meritato il vostro affetto?…
Ahimè, m’accorgo che non lo sapete.
Dunque bisognerà che ve lo dica.
Il testamento di cui v’ho parlato
l’avete già dimenticato…
...
Eccolo qua: col sigillo di Cesare:
lascia pro capite a ciascun Romano,
settantacinque dramme.
...
Inoltre vi ha lasciati tutti quanti
eredi dei giardini, delle vigne
e degli orti da lui fatti piantare
di là dal Tevere recentemente:
li lascia tutti a voi e ai vostri eredi,
in perpetuo possesso, perché siano
pubblici luoghi di divertimento
per passeggiate e per ricreazione.
Questo era, cittadini, il vero Cesare.
Quando ne verrà uno come lui?"
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