Questo propriamente è in Turchia, ma quello che intendo io è un’altra cosa.
Apro una parentesiSvariati anni fa’ sono stato in Marocco. Mi rendo conto che ci sono persone che non hanno mai avuto nella loro vita la possibilità di viaggiare, quindi mi ritengo fortunato esserci potuto andare.
Però non mi è piaciuto. Non me ne vogliano i marocchini, non ho niente contro di loro, ma non è un posto nel quale non mi sono mai sentito a mio agio. Probabilmente a molti (anche di voi lettori) piacciono proprio le caratteristiche che a me hanno fatto capire che in certi posti non ci devo proprio andare.
Saranno stati gli odori, molto diversi dai nostri; e i motorini che sembravano andassero ad olio... di cammello;
sarà stato il cibo, che (tranne il cous cous, il pollo, della carne che non ricordo di che animale fosse, i mandarini e i pompelmi) non riuscivo a capire come tipo di gusto;
sarà stata la miseria di fondo vista in strada, o forse solo il modo più vagabondo di vivere;
saranno stati i venditori che cercavano di venderti qualsiasi cosa durante le visite per la città;

sarà stato che ogni cosa bisognava contrattarla e io odio farlo. Tu mi dici un prezzo. Se mi va bene compro, altrimenti no.
Fatto sta che non mi è proprio piaciuto.
Ricordo la mattina della partenza (o forse quella prima) di aver sentito il muetzin (probabilmente erano le 5) richiamare i fedeli alla preghiera.
In quel momento ho capito di essere in un mondo diverso dal mio. Non perché non ci fossero le campane (non ne sento la mancanza), ma perché mi ha fatto capire che ero veramnte in un posto culturalmente lontano da me
Chiusa parentesiStamattina invece mi sono svegliato male, malissimo, infastidito dai rumori di casa e non solo
E la prima cosa che mi è venuta in mente è stato quel Muetzin di Fes, che tanto mi ha fatto capire quanto distante fossi da casa. Quella vera.