Innanzi tutto la parola d’ordine è FARSI NOTARE e capire se la potenziale “preda” è colpita da noi oppure non è interessata. All’inizio, a parlare è sopprattutto il corpo.

Sono stati individuati 52 segnali corporei tipici del corteggiamento (brevi occhiate ripetute più volte per poi distogliere lo sguardo, passarsi la mano tra i capelli, lisciare o sistemare il vestito, giocare con un oggetto, ridere, muovere il corpo a tempo di musica per farsi invitare a ballare, formulare “richieste di aiuto” come farsi riempire il bicchiere o farsi accendere la sigaretta, ecc.) e 17 segnali di rifiuto (evitare lo sguardo, guardare verso il soffitto o altrove, sbadigliare, ecc). Generalmente sono messi in atto dalle donne per segnalare il loro interesse iniziale e per accettare o respingere qualcuno. E possono essere molto importanti nell’attrarre l’attenzione maschile.

Infatti, le donne che lanciano più segnali di interesse, ricevono più tentativi di avvicinamento. E gli uomini più abili nel “leggerli” hanno più chance nel corteggiamento. In un test condotto, è emerso che gli uomini tendono a valutare i segnali positivi come messaggi di interesse più forti di quanto li considerino le donne, e quelli di rifiuto più deboli. E’ invece fondamentale la capacità di capire le reazioni dell’altro, perché questo permette di concentrarsi soltanto su chi comunica risposte positive e quindi è potenzialmente attratto da noi, senza insistere su chi non è interessato.

Il primo contatto può passare attraverso un gioco di sguardi. Un’occhiata rapida, distogliendo lo sguardo e poi guardando ancora, è segnale seduttivo per eccellenza: comunica interesse e attrae l’attenzione dell’altro. In seguito ci può essere una “escalation” di sguardi, in cui le occhiate si prolungano e si intensificano, creando così uno sguardo allusivo, di intesa e di avvicinamento.
Ed ora, come “attaccare discorso”? Inutile tormentarsi per cercare un’apertura brillante. Una frase neutra va benissimo, sul tempo, sull’ambiente, sulla musica, sul cibo: si rompe il ghiaccio in modo non invadente. Se l’altro è interessato, lo capiremo dal tono della sua risposta. Se questa si conclude con un’altra domanda, buon segno.
A questo punto mettiamo in atto una delle ricette migliori per fare scattare la scintilla: parlare e guardarsi negli occhi. Questo ci fa concentrare sull’altro e crea un legame molto diretto ed intenso. Non solo: uno sguardo prolungato è raro, significa che stai lanciando una sfida, o che desideri l’altro. Senza contare che, quando chi ci piace ci guarda negli occhi, ci “accendiamo”.

Ora è il momento di dividere alcune informazioni personali con l’altro, raccontando dettagli privati della nostra vita, ma gradualmente, per evitare al nostro partner ogni disagio. Questo aumenta l’intimità. Vietato però passare la serata a parlare di sé perché non si da spazio all’altro. Meglio dimostrare di sapere ascoltare, con interesse, incoraggiando le risposte.
Inoltre, un complimento è sempre gradito, e chi lo riceve si sente notato ed apprezzato.
Anche le battute divertenti servono, come è stato dimostrato: le donne amano gli uomini allegri e divertenti, gli uomini gradiscono signore che ridono alle loro battute. Ridere insieme allenta la tensione del primo incontro con un estraneo.

E per finire, anche condividere esperienze divertenti aumenta il senso di intimità tra chi si incontra per la prima volta. Un test in cui coppie di sconosciuti dovevano svolgere dei compiti in modo serio o scherzoso, ha dimostrato che nel secondo caso i partner dicevano di essersi sentiti più vicini al loro compagno di test.
Sta funzionando? Se c’è affinità si tende ad adottare la postura dell’altro, a spostarsi con il busto in avanti e bevendo nello stesso momento. Ma la “prova” vera e propria è un primo contatto fisico (in zona neutra, come il braccio): se l’altra persona non si ritrae, è quasi fatta.
