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"La speranza scaturisce dal desiderio. Dal desiderio di amore, dal desiderio
di esprimere noi stessi, dal desiderio di libertà
. E in quanto più questo
desiderio è forte e nello stesso tempo, radicato, tanto più la speranza ha
la capacità di trasfigurare il futuro, di presentarcelo radioso,
infinitamente desiderabile
. Ed ha il potere di rasserenare il nostro cuore,
di placare le nostre ansie, di rendere sopportabile il presente e di
rafforzare la nostra volontà di combattere per realizzare ciò che
desideriamo
."



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
2) quando le uniche risposte ai tuoi sms sono gli addebiti...

MERAVIGLIE


1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama
3) tremare dopo il primo bacio tanto desiderato...
4) Guardare negli occhi la persona a cui si vuole più bene in assoluto, vederla andar via e sapere che potrà accadere qualsiasi cosa tra di voi ma lei sarà sempre lì nel cuore...



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Wednesday, November 05, 2008 - ore 13:04


L’uomo non sà perchè si innamora...
(categoria: " Cinema ")


l’uomo viene travolto e basta.

Così recita il "Manuale d’Amore" che ieri sera ho rivisto, ancora una volta.
C’è una scena alla quale non avevo mai dato importanza e invece anche in un film che è tutt’altro che impegnato e assolutamente semplice e "popolare", emerge la poesia dell’artista che forse riduce il suo bisogno di catarsi in opere di poco conto per mascherare e sminuire il suo male o per non farlo pesare troppo sul pubblico.
Ad ogni modo...
Verdone, alle fine, dopo avere preso coscienza della sua lotta inutile ed impari contro il destino d’amore, si abbandona, insieme evade e cerca rifugio e guida fino al mare...è il tramonto e lui lascia la macchina e cammina sul bagnasciuga solitario e silenzioso. Poi entra in acqua e si lascia galleggiare sulle onde. Si perde proprio in quella culla infinita e alla fine si addormenta sulla riva.

Ho provato quel senso di pace e di simultanea rinuncia che egli compie e che credo voglia dire. Non a parole, perchè sarebbe impossibile farlo.

Solo di recente ho imparato ad amare davvero il mare. Ad amarlo con il suo rumore, il suo odore e il suo sapore. A sentirlo come un punto di arrivo, un bisogno, una ricerca, un senso di apertura, di richiamo...
Prima era lo stereotipo che percepivo e che non sentivo mio. Poi era l’idea sublime di infinito. Adesso è tutto insieme: è reale e ideale, e lo amo.

Ieri sera notavo che ricordavo a memoria diverse battute e pressochè facilmente sapevo prevedere lo svolgimento delle azioni ma poi è arrivato quel "tuffo" tra le onde e mi sono resa conto che non avevo dato risalto a quel passaggio e chissà quanto di Verdone c’è, invece, in quel momento.
Non è un tuffo, anzi, tale termine allontana dall’idea che credo sia sottesa: lasciarsi andare è necessario e inevitabile, a volte, e va fatto così, senza grossi preparativi o preamboli, il bagno va fatto coi vestiti addosso, camminando sempre più avanti fino a lasciarsi coprire dalle onde per poi emergere su loro. Secondo uno stimolo naturale ovvio di causa-effetto, senza che ci sia un senso, una finalità, uno scopo e senza, purtroppo, che ci sia sempre un motivo, una ragione. Solo così, perchè è necessario riconoscere che si è inermi, difronte all’immensità dell’Amore e del male che fa e si è inermi e piccoli, infinitamente, anche davanti a quel mare che di notte nel silenzio, fa paura, forse, ma al tramonto o all’alba di un nuovo giorno sa dare pace.

Strane visioni al di là di un finale malinconico di un attore che amo perchè dice anche quando tace, così, quasi come se fosse banale.

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