STO LEGGENDO
Terzani...sempre.
E poi Baricco e i classici.
E "Un cappello pieno di ciliege"
Moses
HO VISTO
Roma col sole e uno spiraglio di luce in me...
e poi

e...

e ancora...
STO ASCOLTANDO
- Renato e la sua poesia
RadioZero- Cambierò...di Anna Oxa
- Baglioni
- Biagio
- Fabi
- Jovanotti
- Negramaro
- Tiziano Ferro
- Pausini
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Ricercato. Nero. Elegante. Di classe. Alla Audrey!
ORA VORREI TANTO...
Il mare...
un abbraccio...
Giovanni tra le mie braccia

un profumo...il suo.
Acqua di sale.
STO STUDIANDO...
...per l’abilitazione!
OGGI IL MIO UMORE E'...
alla ricerca e in silenzio...
ma dolce serenità per il dono dell’Amicizia

"La
speranza scaturisce dal desiderio. Dal desiderio di amore,
dal desiderio
di esprimere noi stessi, dal desiderio di libertà. E in quanto più questo
desiderio è forte e nello stesso tempo, radicato, tanto più la speranza ha
la capacità
di trasfigurare il futuro, di presentarcelo radioso,
infinitamente desiderabile. Ed ha il potere di rasserenare il nostro cuore,
di placare le nostre ansie,
di rendere sopportabile il presente e di
rafforzare la nostra volontà di
combattere per realizzare ciò che
desideriamo."
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
2) quando le uniche risposte ai tuoi sms sono gli addebiti...
MERAVIGLIE
1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama
3) tremare dopo il primo bacio tanto desiderato...
4) Guardare negli occhi la persona a cui si vuole più bene in assoluto, vederla andar via e sapere che potrà accadere qualsiasi cosa tra di voi ma lei sarà sempre lì nel cuore...
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Thursday, November 13, 2008 - ore 02:33
...credere di meritare...
(categoria: " Pensieri ")
Ci sono immagini e flash back che la mia mente trattiene e a volte riemergono in momenti impensabili, senza che a legarli ci sia un filo logico. Mi chiedo quale sia il criterio selettivo perchè non sono affatto, in molti casi, scene di episodi significativi, sono assolutamente attimi normali, se è normale vivere.
Dove va tutto quello che siamo stati? dove siamo noi, quel noi che ci provoca ancora sensazioni così reali e tangibili?
Mi ricordo di mia madre che mi parlava dalla stanza a fianco, o di quando mi leggeva una storia: non mi ricordo quel racconto, o forse sì, ma di più riesco a percepire ancora quel calore, quella pace, quella ingenuità.
Vorrei, come lessi una volta, poter tornare a salire su una sedia per recitare una poesia davanti ai nonni.
Rivorrei quello. Quello che ero.
Non si può, lo sò.
Ci deve essere un limite. Un limite al sentire, al sentire questo dolore. Non lo cambierei per niente al mondo, non cambierei questanima che si sfregia facilmente, non muterei il mio pianto liberatorio...a volte vorrei che non facesse tanto male ma se non fosse così pungente e logorante, non avrei il privilegio di saperlo dire...se serve. E se è un privilegio.
Mi sono accorta che manco della semplicità.
Che non sò strutturare, che non ho una mente lineare, analitica.
Ho un groviglio che non sciolgo e ho troppe parole da dire.
Così non arriva il concetto e non espongo il mio pensiero. Non quello che a me appare immediato, dentro.
Forse si contamina uscendo, forse esiste solo laddove viene concepito, nemmeno partorito, è già oltre, ancora oltre il limite.
Ci sono dei limiti di sicurezza, dicono. Io sono al di là del limite: non al di qua, ancora in salvo, no, sono andata oltre e non me ne sono resa conto: ho attraversato i binari, nonostante il divieto, in un momento opportuno, quando cioè ho potuto scampare il pericolo, ma sono dove non devi andare se vuoi essere al sicuro, perchè finchè non risali quel marciapiede così alto, non sei al sicuro, ancora. E salire è difficile e non scontato.
Ho attraversato i binari, ho saltato lostacolo, ho toccato il cavo della corrente.
Ho abbandonato il bordo della piscina e mi sono lanciata, credendo di poter recuperare quel giocattolo che vedevo galleggiare nellacqua, e invece sono scesa sotto, e lultimo ricordo sono le piastrelle azzurre e il buio.
E anche poche parole. Avevo 3 anni.
Da allora me ne sono stati regalati quasi 27 e ci penso spesso...sono salva.
Però cammino ancora proprio sul bordo...e mi sento così vacillante che non sò se rivedrò quelle piastrelle nè se reciterò le stesse parole, nè tantomeno se mi manderanno un angelo...
Oggi ho perso un angelo e ho paura. Uno dei miei preferiti, uno col viso paffuto di ceramica, ma sempre un angelo.
Un altro ricordo è una porta chiusa a chiave e una camera buia dove dovevo restare per punizione. I singulti mi facevano male e mi pareva che le lacrime, scorrendo, mi incavassero le guance.
Oggi mi hanno chiuso a chiave al buio.
Non voglio arrivare, se è troppo, ma vorrei almeno partire serena. Non scappare.
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