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ademarki, 35 anni spritzino di candiana CHE FACCIO? Ingegnere musicante Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO L’OSPITE INQUIETO - di U. Galimberti.. sì, ancora oggi, dopo 5 anni.. HO VISTO gente sprecarsi STO ASCOLTANDO MUSICA in ogni forma ABBIGLIAMENTO del GIORNO lo mismo que 30 anos ORA VORREI TANTO... giorni da 1 settimana STO STUDIANDO... come realizzare il mio piano OGGI IL MIO UMORE E'... alto, come al solito ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: SQUALONOIR LAH MIKNESIAC BAJI VITTO EMILY uèuè TATASUX SIRIASUN CANINA SYST3M SQUEENSY M.ORGAN CARAVITA DEMIAN JOHNTRENT MALAKA DrBenWay CHIACHIARA ELFA CATEYE MORETTA GUITARGIRL MAESTRON SAEUDO TRIXIE BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
Saturday, November 15, 2008 - ore 11:49 RICERCA DELL’INUTILE = L’INUTILE RICERCA. vediamo se qualche quotidiano me lo pubblica. L’Istituto di Geoscienze e Georisorse (I.G.G.) del CNR di Pisa starebbe conducendo ricerche sul "sequestro mineralogico" della anidride carbonica ( CO2* ). La motivazione della ricerca (ricerca spontanea a tema libero RSTL CNR DG.RSTL.043.005) è che la quantità di CO2 prodotta dalle attività umane (responsabile di molti problemi ambientali, tra i quali, il surriscaldamento terrestre) è tale da consigliare lo studio di modalità di immagazzinamento tramite l’assorbimento in particolari rocce che agirebbero -per farla semplice- come "spugne" (tipo le serpentiniti). In pratica: col "sequestro mineralogico" si imprigiona la CO2 in queste particolari rocce, con processi a temperature al di sotto dei 200°C (che comunque richiedono energia, producendo direttamente o indirettamente altra CO2) e poi si immagazzina tutto nel sottosuolo. A me pare che si parli semplicemente di DISCARICHE di CO2. CIOÉ: PER PULIRE L’ARIA DALLA CO2, SI ALTERA ULTERIORMENTE IL SOTTOSUOLO. Credo si tratti di una assurdità, se concepito come sistema da impiegare su scala nazionale/continentale per risolvere problemi ambientali e non, magari, per sviluppare tecnologie specifiche per future applicazioni. La seconda assurdità, a mio modesto avviso, è data dal fatto che la CO2 è gia notoriamente, tranquillamente, gratuitamente, spontaneamente, trasformata dalle piante in OSSIGENO, tramite la fotosintesi clorofilliana aerobica, quel processo naturale tramite cui le piante, assorbendo l’acqua (H2O) dal terreno e l’energia del sole, trasformano la CO2 dell’aria in OSSIGENO (O2) e glucosio per la propria sussistenza. Sono cose note anche ai bambini, e pertanto ne uso lo stesso linguaggio. Ora, mi chiedo: purché sprecare fondi/tempo/risorse umane per studiare come intrappolare la CO2 nel sottosuolo con mezzi artificiali (che richiedono uso di energia, inquinamento, ulteriore emissione di CO2, ecc) quando BASTA PIANTARE DEGLI ALBERI? Quanti alberi servono per uguagliare il "servizio" reso da una tonnellata di rocce? Ma le riflessioni potrebbero anche essere altre: una pianta funziona sempre, mentre la roccia utilizzata va "smaltita", cioè la si usa per una volta e poi la si “butta” in apposita discarica. Oppure: se di alberi ne servono “tanti”, perché non coinvolgere, ad esempio, il mondo dell’agricoltura (tra l’altro in crisi per via dei finanziamenti in via di esaurimento)? LA QUANTITA’ DI ALBERI NECESSARIA ALLA STESSA RIDUZIONE DI CO2 OTTENUTA CON QUESTI METODI LA SI PUÒ FACILMENTE CALCOLARE: QUALE É IL "RAPPORTO" DI RESA TRA I DUE METODI? Un ricercatore I.G.G. del C.N.R. in un articolo su internet affermerebbe che "il processo di carbonatazione, alla base del sequestro mineralogico, può portare allo smaltimento di ingenti quantità di amianto, come ad esempio quello che potrebbe essere estratto dalla costruzione delle tanto contestate gallerie in Val di Susa". Questo, forse, spiega meglio (che non gli obbiettivi "ambientali") perché si stia facendo ricerca sul sequestro mineralogico. Siccome si stima una quantità ciclopica di 7 milioni di metri cubi di rocce contenenti amianto, SI POTREBBE USARE IL SEQUESTRO MINERALOGICO PER INERTIZZARE IL MATERIALE DI SCAVO E POTERLO COSI’ "SMALTIRE" PIU’ FACIMENTE. Allora basta dirlo: si sta cercando la conferma di un metodo di inertizzazione di materiale di scavo problematico, non di diminuire la CO2 causata dall’uomo. Che poi, un vantaggio sia quello di ridurre la CO2 presente nell’aria, mi pare irrilevante e risibile. Questa riflessione (lo specifico con la speranza di evitare o anticipare eventuali insinuazioni che potrebbero essermi mosse) non vuole ovviamente entrare nel merito della linea TAV in Val di Susa, ma solo condividere delle riflessioni che, spesso, sorgono spontanee quando si leggono notizie su proposte urbanistiche, tecniche, economiche o sociali spacciate per "innovazioni", quando il buon senso da subito ci suggerisce che sono strade che non portano a nulla, se non a risultati peggiori dei problemi che dovrebbero risolvere. Senza una visione generale dei problemi, o volutamente miope, si tralasciano soluzioni spesso più semplici ed economiche di quelle proposte da alcuni "esperti" di scuderia. Firmato: Ing. ANDREA DE MARCHI - CANDIANA (PD) * CO2: il numero 2 è da intendersi scritto come pedice, laddove i caratteri utilizzati per la stampa lo consentano. [FONTI: http://www.igg.cnr.it/indexlprog_ita.htm + http://www.ingegneri.info/default.asp?cartel=press&id=214 ] LEGGI I COMMENTI (2) PERMALINK |
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