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Come un’adolescente in crisi di identità.



so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...



e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...



... oppure faccio porcherie come questa...



... o quest’altra...



Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..



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Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo

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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...



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Friday, November 21, 2008 - ore 20:22


Passa il treno tra le foglie, tra le case vecchie e sporche
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono venuta a dirvi una cosa bella che mi è successa. Siccome le cose belle sono poche, e bisogna godersele, me la sono coccolata un po’ tra me e me (sì, l’ho raccontata, ma solo a una persona), e adesso la regalo anche a voi. È giusto che le cose belle possano entrare negli occhi di tutti.

Mercoledì sera, ore 20.30: le sbarre di un passaggio a livello mi fermano lungo la strada che mi separa dalla mia cena. Spengo il motore e attendo: solitamente passa un solo convoglio, le tempistiche sono indolori, e non si aspetta mai moltissimo, al massimo cinque minuti. Mi piazzo il mio mini ipod nelle orecchie e canticchio. Vedo che le rotaie alla mia sinistra si illuminano: il treno è in arrivo. Che strano, è così lento, penso. Arriva alle sbarre a velocità ridotta, piano pianissimo. Arriva all’incrocio con la Castellana, piano pianissimo.
E allora il macchinista che fa? Perché è qui il bello. Lui si ferma. In mezzo al quadrivio fra ferrovia e asfalto. Guarda a sinistra, guarda a destra. A destra ci sono io. Io che lo guardo, incantata. E riparte, sempre piano pianissimo.
Ecco. Non è bellissimo? Il macchinista che guarda a destra e sinistra prima di attraversare la strada, come un bambino a cui la mamma ha detto di stare attento alle macchine. Io l’ho trovato bellissimo.
Il treno mi sfila davanti, piano. Come se aspettasse qualcuno, come se si aspettasse il segnale di qualcuno. Come se non so: come qualcosa come se.
Dopo il macchinista passano i vagoni: ci sono poche persone, i pendolari hanno già dato. Qualcuno legge, qualcuno mi guarda dal finestrino. Io mi chiedo dove vanno loro; ma loro si chiedono dove vado io?
Le cose belle sono quelle che ti viene da ridere e da pensare, insieme. Che sono semplicemente belle. Che non hai altre parole per dirlo. Come la nonna con l’insalata. Tu sì che hai capito cosa intendo per cose belle.



Mi dispiace tanto per chi non le vede. Non bisogna essere particolarmente svegli, né intelligenti: io non lo sono. Non serve mica spirito di osservazione, curiosità o attenzione. Basta aver voglia di vederle e capire che sono belle. Chi era con me al passaggio a livello continuava a pensare alla cena fredda o alla partita già cominciata, e a quelle sbarre che non si alzavano e vedevano un macchinista lento. Semplicemente lento. Superficialmente lento.
E poi veramente le sbarre non si sono alzate, perché a causa di un guasto tecnico non hanno funzionato prima di mezz’ora. Hanno aspettato anche l’altro treno, senza far passare le macchine nell’intermezzo. Ma quando finalmente si sono alzate io avevo già fatto inversione di marcia ed ero arrivata a destinazione sfruttando viabilità alternativa. Feltrina o Noalese non fa differenza, la strada non conta, la meta era quella giusta.
Chissà chi si è accorto che il macchinista ha guardato a destra e sinistra prima di attraversare. Chissà chi se l’è perso. Chissà chi si chiede se l’ho visto io, dentro la mia micra rossa tutta ammaccata.

Un paio di giorni senza Silvia vi faranno bene, così vi disintossicate un po’ dal mio angosciante pessimismo e dal mio trabordante ottimismo, che a giorni alterni confondono e innervosiscono. Torno a Castiglione.

Inoltre sono senza Adsl fino alla prossima settimana perché i guasti tecnici non sconfiggono solo le sbarre dei passaggi a livello, ma se la prendono anche con le connessioni internet. E il mio computer ne ha passate tante quest’anno che una settimana senza Adsl ormai non lo tocca gnanche più.

Buon 21 novembre a tutti. E siccome è quasi finito, anche buon 22 novembre.

E visto che me l’hanno messa su stamattina su radio Dj, e che potrebbe starci visto il tema del post, e che io detesto Jovanotti, e che mi sono venuti un po’ di brividi lo stesso. Eccola.


Bella - Jovanotti
E gira gira il mondo e gira il mondo e giro te
mi guardi e non rispondo perché risposta non c’è
nelle parole
bella come una mattina
d’acqua cristallina
come una finestra che mi illumina il cuscino
calda come il pane ombra sotto un pino
mentre t’allontani stai con me forever
lavoro tutto il giorno e tutto il giorno penso a te
e quando il pane sforno lo tengo caldo per te ...
chiara come un ABC
come un lunedì
di vacanza dopo un anno di lavoro
bella forte come un fiore
dolce di dolore
bella come il vento che t’ha fatto bella amore
gioia primitiva di saperti viva vita piena giorni e ore batticuore
pura dolce mariposa
nuda come sposa
mentre t’allontani stai con me forever
bella come una mattina
d’acqua cristallina
come una finestra che mi illumina il cuscino
calda come il pane ombra sotto un pino
come un passaporto con la foto di un bambino
bella come un tondo
grande come il mondo
calda di scirocco e fresca come tramontana
tu come la fortuna tu così opportuna
mentre t’allontani stai con me forever
bella come un’armonia
come l’allegria
come la mia nonna in una foto da ragazza
come una poesia
o madonna mia
come la realtà che incontra la mia fantasia.
Bella!




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