(questo BLOG è stato visitato 19435 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Tuesday, November 25, 2008 - ore 14:02
Tensione di rottura
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E’ un tipo di prova meccanica che si esegue sui materiali per vedere quanta forza serve per tirarli fino a romperli.. e per vedere quanto si possano deformare prima che avvenga l’inevitabile rottura.
Ieri sono arrivata alla rottura. Inevitabile. Come tutti gli anni i futuri dottori di ricerca devono tenere un seminario per racontare il lavoro. Detto così sembra anche bello...il punto è che è solo una formalità che evidentemente annoia tutti visto il totale disenteresse con cui fingono di ascoltarci. E il tutto si risolve in una fonte di stress per chi deve sbattersi a preparare la presentazione secondo i dettami del nostro coordinatore che è un vecchio professore ormai completamente rimbambito; e poi c’è la documentazione che deve attestare i corsi, scuole, pubblicazioni, ecc... che sono stati fatti durante l’anno. Altra rottura perchè il vecchio non sa quel che vuole e cambia idea ogni 3x2. Evabbè.
Ho lavorato per una settimana a riunire i dati sperimentali e preparare una presentazione in cui raccontare il lavoro di tre anni nel modo più completo e chiaro possibile in venti minuti di tempo. Ho letto una pila di articoli, consultato libri per argomentare ogni singola affermazione.
Ma per il mio capo non basta.
Perchè solo quello che dice lui ha valore. E ieri mattina mi ha fatto perdere la pazienza e oltre un’ora di tempo a discutere di entropia ed entalpia che sono concetti che a me sono perfettamente chiari ma a quanto pare a lui no, e gli ho anche dovuto rispondere in modo secco..perchè non c’era verso che mi stesse a sentire. MI ha fatto cambiare delle cose e mi ha imposto di aggiungere delle conclusioni che non condivido e scritte da lui in un modo sgrammaticato da non credere. E mi ha dato il testo mezz’ora prima del seminario...
Dunque ieri pomeriggio viene il mio turno di parlare. Ero stanca, triste per la discussione col mio capo e non avevo neanche voglia di parlare. A metà discorso ero già stufa..arrivo finalmente all’ultima slide, quella che avevo visto all’ultimo minuto. E lì il mio cervello si è rifiutato e io sono ammutolita.
Letteralmente ammutolita. Leggevo le frasi scritte dal ciccione. ma non riuscivo a dire una parola. Niente. Come se fossi staccata dal mio corpo e mi ripetevo "
parla, dì qualcosa, non puoi stare zitta .. ma in realtà la cosa che desideravo assolutamente fare era di tornare a sedermi. Poi di colpo mi è tornata la parola quando un profe mi fa "
lo dica con parole sue 
, allora ho sorriso e ho detto quelle due cazzate. Poi mi hanno fatto un paio di domande..ma in realtà erano scioccati dalla scena secondo me.
ma la più scioccata ero io..perchè è veramente difficile che io resti senza parole.
Poi mi sono seduta, ho ascoltato gli altri seminari...gli altri dottorandi mi hanno detto che era palese che io sembravo non condivedere quelle maledette conclusioni. Ottimo direi.
E finalmente siamo usciti dall’aula surriscaldata.. Era buio,. il chiostro deserto. Mi sono seduta su una panchina e ho ripensato al tutto. E mi sono messa a piangere come no mi capitava da un sacco di tempo, senza poter smettere, fino ad avere addirittura mal di testa.
Poi mi è passato..e mi sono resa conto che Stefano, il mio collega, mi stava guardando.. Ma luiha la capacità di capire quando è il caso di non fare domande. siamo tornati in dipartimento...dove c’era il mio profe che mi ha un po’ rotto le scatole perchè diceva che non trovava dei documenti che gli avevo dato già con giorni di anticipo.. Ma non gli ho neanche risposto. Non mi importa.
Mi sono veramente rotta.
LEGGI I COMMENTI (6)
PERMALINK