MOMENTO D’AMARCORD...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Guarda quante ce ne sono, oh... Milioni di milioni di milioni di stelle. Ostia ragazzi, io mi domando come cavolo fa a reggersi tutta sta baracca. Perché per noi, così per dire, in fondo è abbastanza facile, devo fare un palazzo: tot mattoni, tot quintali di calce, ma lassù, viva la Madonna, dove le metto le fondamenta, eh? Non son mica coriandoli. [da Amarcord, di F. Fellini, 1973, Aurelio]
Amarcord (che deriva dalla voce in dialetto romagnolo a m’arcord ossia io mi ricordo) è un film del 1973 di Federico Fellini, che racconta, autobiograficamente, della Rimini del 1933 e dei suoi pittoreschi abitanti... Il termine è diventato un topos della lingua italiana, che sta ad indicare la rievocazione, fiabesca ed incantata, di un passato soffuso di malinconia e magia...
Ieri sera, ho vissuto in prima persona un’amarcord... dopo 10 anni, è venuto a trovarmi
Francesco... siamo andati via assieme per anni, nella stessa compagnia, quando io ero adolescente... Io avevo 18 anni e lui 23... All’epoca ero la ragazza di un suo amico storico: sabati sera al pub ad assaggiare birre da intenditori, gite al lago a pescare, Natale, Capodanno e Ferragosto cucinando grigliate, cene pantagrueliche da lui a base di pizza fatta in casa, compleanni e ricorrenze d’ogni tipo sempre in gruppo... Poi ci siamo persi... io ed il suo amico ci siamo lasciati, così come lui e la sua ragazza dell’epoca... lui ha cominciato a lavorare con suo padre, si è goduto per un po’ la vita ed alla fine ha trovato la persona giusta ed adesso ha una bambina di un anno... io mi sono persa e ritrovata, ho vissuto la separazione dei miei genitori, le malattie dei miei nonni, la mia sofferta e sofferente carriera universitaria, varie storie sbagliate e conoscenze sfortunate... E’ venuto a trovarmi per sentire un parere mio e di mia madre su una questione che gli sta a cuore ed alla fine abbiamo passato una piacevole serata, toccando mille argomenti...
da un lato è rimasto il ragazzo che ricordavo (solare, educato, molto mondano e socievole),
dall’altro invece è cambiato... in meglio: è maturato, ha smussato le componenti più aspre del suo carattere, ha messo i piedi per terra e si è ridimensionato... è una
bella persona... e, anche se, dopo ieri sera, dovessimo rivederci fra altri 10 anni, lo considererò
sempre un amico...
Le manine scoincidono nel nostro paese con la primavera. Sono delle manine di cui che girano, vagano qua e vagano anche là. Sorvolano il cimitero di cui tutti riposano in pace. Sorvolano il lungomare come i tedeschi... datesi che il freddo non lo sentono loro. Ai... Al... Vagano, vagano. Girolanz... Gironzano... Gironzalon... Vagano, vagano, vagano! [da
Amarcord, di F. Fellini, 1973, Giudizio]