
nelda, qb anni
spritzino di provincia veneziana riviera del brenta
CHE FACCIO? imparare il cinese... ni hao ma...?
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napoleone (lefebvre)
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bei posti
STO ASCOLTANDO
il mio cuore battere freneticamente x Lei...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
sole, sole, sole e...
melinda
…e mastico amarezza…
rimugino, rimpiango, rimordo…amaro l’amarezza.
Scusami se, poco, abbiamo parlato.
.
Marilena, mi manca già, tutto di te, i tuoi occhi intelligenti,
così vivi, così scuri, così caldi.
Caldi da scaldare i miei, vivi, chiari, freddi.
Ed ancora ti ringrazio se mai,
un giorno mi racconterai di posti e di persone,
che hai veduto, che hai conosciuto.
.
Sento l’amarezza del distacco dopo che questo cuore,
questi occhi son provati e non conoscono quiete.
.
La verità è che tu sei giorno, caldo, prorompente.
Io sono notte, fredda, silenziosa,
bene ci sposiamo.
Il tuo sorriso inebria tutti i miei pensieri.
Fra un anno tornerai, ed io qui,
come la notte segue il giorno.
Andrea
STO STUDIANDO...
Yo escuchaba chapotear en el barco
los pies descalzos
y presentía los rostros anochecidos de hambre.
Mi corazón fue un péndolo entre ella y la calle.
Yo no sé con qué fuerza me libré de sus ojos
me zafé de sus brazos.
Ella quedó nublando de lágrimas su angustia
tras de la lluvia y el cristal
pero incapaz para gritarme: Esperáme,
yo me marcho contigo!
(Poesia di Otero Silva)
Io ascoltavo sguazzare nella barca / i piedi scalzi / e immaginavo i volti spenti dalla fame. / Il mio cuore è stato un pendolo tra lei e la strada. / Io non so con quale forza mi sono liberato dei suoi occhi / e sono sfuggito alle sue braccia. / Lei rimase ad annebbiare di lacrime la sua angustia / al di là della pioggia e del vetro. / Ma incapace di gridarmi: Aspettami / io vengo via con te!
OGGI IL MIO UMORE E'...
il tempo, il tempo che scorre senza posa e può essere oblio dell’oblio, memoria che sfuma in cenere, cenere che riposa sonnecchiando e che potrebbe dissolvere e lo fa, forse la brezza più leggera. questa è la vita, questa suol essere la vita. dobbiamo conoscerla e affrontarla. eppure esisto, agisco, scrivo, persino e di amori mi colmo. a.guevara
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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Tuesday, December 02, 2008 - ore 22:14
parigi 1/2 parte
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Parigi, 28 novembre 2008
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Venerdì mattina era il giorno del, da tempo prefissato, appuntamento, preso con i ragazzi conosciuti durante il cammino di Santiago, la scorsa estate. Due olandesi Patrick ed Annelies, un belga Benoit e due italiani, oltre a me, Carole e “Tuan”. Le defezioni dell’ultima ora, che comunemente si chiamano pacchi, di Carole e Tuan. Son partito alle 7:15 da Venezia con myair, il volo è stato perfetto. Giunto all’aeroporto orly, ricevetti un sms di Patrick: hee nikki (nomignolo con cui ci chiamavamo in Spagna), see you 3 pm in paris yes?
Temeva che non venissi. Nikki, io son già qua a Parigi. Allora, visto che arrivava alle 12:35 ci siam messi d’accordo per mangiare qualcosa assieme. Parigi è fottutamente bella, per usare un francesismo. Contenti per esserci ritrovati, decidemmo di berci, una birra, poi di trovare un buon posto per pranzare ed aspettare con calma Benoit ed Annelies. Parigi è fottutamente cara, ma chi se ne frega, siam qua, divertiamoci. Abbiamo preso una camera quadrupla, l’ultima presso un hotel turistico molto confortevole, e l’indomani avremmo dovuto cambiare l’albergo poiché pieno.
Andammo a cenare, molto bene direi, passeggiare e bere, bere e bere. Purtroppo, tutti e tre fumano come turchi, e nonostante ci fosse scritto alla reception: vietato portare alcolici in camera, vietato fumare. Il portiere, deficiente, ci disse che potevamo fare come ci pareva. Un invito a nozze per chi come loro non può stare 5 minuti senza fumare. Benoit aveva tra l’altro portato una ventina di bottiglie di birra. Ho voluto che mentre fumavano, tenessimo la finestra aperta, nonostante facesse molto freddo. Tre contro uno, ho vinto io, odio il fumo. Il sabato siamo usciti a visitare il Sacro cuore, non distante da dove alloggiavamo, e ci han trovato un’altra stanza sempre da 4 nello stesso albergo, devo dire una stanza migliore della precedente (hotel caulaincourt). Nel pomeriggio decidemmo di andare a vedere notre dame de paris, la sera place pigalle e qualcos’altro, cenare e bere, bere e bere. Sabato sera iniziò anche a nevicare. Rientrando all’albergo si decise per il giorno dopo di visitare la tour eiffel, l’arco di trionfo, i champs elisee. Annelies aveva l’autobus per l’olanda alle 16, mentre Patrick e Benoit i treni la sera di domenica. Io, dulcis in fundo, l’aereo lunedì mattina. La giornata di sabato, nonostante avessimo bevuto molto, non doveva finire senza aver comprato dell’altro alcol prima di rientrare in albergo. Io non volli, loro presero una bottiglia di pastis, un superalcolico, che a me fa letteralmente cagare, per usare un francesismo. In camera, han iniziato a fumare sicchè ho riaperto le finestre, si son lamentati del freddo, ma le ho tenute aperte. Quanto han fumato e bevuto. Patrick voleva a tutti i costi che bevessi con loro, ma risposi di no, non avrei più bevuto. Son andati avanti a bere e fumare fino alle 7 della domenica mattina, oibò…
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fine prima parte

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