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Sunday, December 07, 2008 - ore 20:36



(categoria: " Vita Quotidiana ")


sono a roma per una presentazione del mio libro e stasera mi passerà a prendere il mio editore per una festa, di gente che conta mi dice e già l’idea mi da la nausea.
il problema di non avere la patente è che non posso dire ci vediamo la e poi fingere di essermi perso.
dobbiamo andare, dice con il sorriso stampato sulle labbra e mi chiedo come cazzo ho fatto a finire in questo ingranaggio.
penso anche che fra poco mi passerà a prendere e sono ancora sobrio, il che è assolutamente distruttivo.
non faccio in tempo ad aprire il frigobar che arriva, mi chiede perchè non sono ancora cambiato con i lvestito che mi ha fatto arrivare, faccio solo in tempo ad infilarmi una minibottiglia di gin nella tasca del mio giubbotto di pelle con le maniche consumate e subito mi ritrovo sbattuto nel suo mega suv in direzione inferno girone dei falsi ipocriti.
con un movimento instintivo stringo la bottiglietta che ho saggiamente infilato in tasca e in un istante odio tutti quei tristi oggetti fatti a porzione singola.
singolasaponetta,singolaporzioneshampoebalsamotuttoconcentrato,sentimenticoncentratiinunochifodimotel.
mi aggiro tra la gente, ho già istruito lucio sul fatto che non mi deve lasciare da solo un secondo e naturalmente mi volto ed è sparito.
ed io sono ancora sobrio.
quindi da bravo ragazzo quale sono cerco di dirigermi verso il bar unico spiraglio di salvezza quando vedo una ragazza alta truccatissima che cammina con disinvoltura su trampoli alti 12 centimetri che punta dritto verso di me.
penso, sono finito.
mi blocca e mi bacia sulle guance come fossimo amici da una vita, mi racconta di aver letto il mio libro e lo trova fichissimo.
dice fichissimo.
dice fichissimo e sembra un campionario del linguaggio da adolescenti, la osservo mentre parla, si sente sicura, è certamente bella ma trasuda finzione da ogni poro.
inizia a raccontarmi della sua nuova trasmissione, dal mio canto cerco di portare la mente lontana e il corpo in direzione del bar.
la fermo mentre mi parla del suo nuovo ma complicatissimissimo balletto.
"senti ho bisogno di bere qualcosa" il che è dannatamente vero.
"ti accompagno"
cazzo.
bevo il mio bicchiere di rum quando lei si gioca la sua ultima carta.
"cosa ne pensi della questione tra israele e palestina?"
ecco, è arrivato il momento in cui mi racconta la lezione che ha imparato ma tesoro, oggi qui non c’è cibo per te, avrete il mio corpo ma la mia stupida anima no.
"guarda non penso a niente" e mi scappa un sorriso che più sarcastico non mi poteva uscire, lei mi guarda dapprima stupita poi con una collera inaudita.
"senti bello pensi che se anche sono una valletta non posso essere intelligente?"
"sei tu che credi che io essendo uno scrittore devo essere per forza intelligente. se mi chiedi che cazzo ne penso di una guerra tra gente vestita con un abito bianco da donna ti dico che non me ne frega un cazzo. oppure è una storia fichissima e mi sbaglio."
"sei proprio uno stronzo"
"e tu hai un bel sorriso"
"davvero?" tutta raggiante.
"no ma hai delle belle tette"

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