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Tuesday, December 09, 2008 - ore 10:32
Nel buon vino i segreti delleffetto serra
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Lalcool del vino conserva traccia della CO2 di origine fossile presente in atmosfera nellanno della vendemmia
Lo studio dettagliato del contributo che ogni regione ha dato nel corso della storia allemissione di CO2 legata al consumo di combustibili fossili può aiutare a mettere a punto modelli che prevedano gli effetti climatologici dei gas serra a scala continentale.
Per misurare le concentrazioni di CO2 di origine fossile nelle differenti località è sufficiente eseguire dei campionamenti dellaria e quindi esaminare i rapporti fra i diversi isotopi del carbonio. Ma se si vuole ottenere una serie storica bisogna rivolgersi a qualcosa di meno volatile e i vegetali, che assorbono il biossido di carbonio dallaria, sono i primi candidati per questo tipo di indagine.
Ma quali vegetali potrebbero fornire in modo agevole una serie storica abbastanza lunga e precisa per un intero continente, o quasi? Alcuni ricercatori dellUniversità di Groningen hanno pensato che la risposta ideale è celata nel vino. Lalcool che risulta dalla fermentazione degli zuccheri presenti nei grappoli porta con sé infatti gli isotopi del carbonio originali.
"Lanalisi del carbonio-14 nellalcool del vino è un eccellente complemento alle usuali misurazioni in atmosfera, anche se prima di poter convertire le misurazioni della CO2 in quantità di combustibili fossili bruciati abbiamo avuto bisogno di informazioni sul movimento delle correnti daria, già forniteci per la Germania da un collega. Il trasporto atmosferico varia infatti in modo significativo di anno in anno ed è quindi importante avere dettagliate informazioni regionali".
Con laiuto di colleghi sparsi in tutto il continente i ricercatori hanno finora collezionato 160 bottiglie provenienti da molte regioni dEuropa per un lungo arco di tempo: "Su questa base - ha detto Sanne Palstra, che dirige la ricerca - potremo creare una meravigliosa mappa regionale del consumo di combustibili fossili nellarco di un buon numero di anni". Le bottiglie di cui dispongono coprono, infatti, già il periodo che va da oggi al 1973.
I primi risultati dello studio sono stati pubblicati sullultimo numero del Journal of Geophysical Research, ma oltre al primo tassello della mappa storica dei consumi di combustibili fossili in Europa, i ricercatori hanno ottenuto un altro risultato: quello di diventare molto popolari fra i colleghi del loro istituto. Per le loro analisi sono infatti sufficienti 100 millilitri del contenuto di ciascuna bottiglia. Il resto, ovviamente, non viene buttato, ma offerto ai colleghi. (gg)
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