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Friday, December 12, 2008 - ore 01:29
e’ sempre la stessa strada...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
c’è chi guarda solo avanti e ad ogni passo che fa cancella la terra dietro di sè...
guarda solo avanti. Corre per raggiungersi.
c’è chi guarda solo ciò che ha fatto e ciò che è stato, cammina voltando le spalle a quel che deve arrivare....
guarda lontano. Si vuol scoprire lentamente.
il nostro mondo globale corre.
noi corriamo.
alcuni, invece, si aggrappano a ciò che sta per sfuggire e perdersi per sempre.
vanno lentamente, molto lentamente.
dobbiamo trovare il nostro equilibrio.
avere costantemente in testa da dove veniamo e dove stiamo andando.
sapere cosa succede nel nostro piccolo mondo e cosa sta succedendo nel Mondo.
non possiamo abbandonare nessuna delle due....la nostra velocità costante....
Equilibrio....consapevolezza.
poi si può far ciò che si vuole...o quasi.
aggiungo una delle più belle canzoni fatte sulla guerra...
anche quella guerra che ogni giorno facciamo a noi stessi e al nostro opposto....
La guerra di Piero Fabrizio de André Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
ma son mille papaveri rossi
lungo le sponde del mio torrente
voglio che scendano i lucci argentati
non più i cadaveri dei soldati
portati in braccio dalla corrente
così dicevi ed era inverno
e come gli altri verso l’inferno
te ne vai triste come chi deve
il vento ti sputa in faccia la neve
fermati Piero , fermati adesso
lascia che il vento ti passi un po’ addosso
dei morti in battaglia ti porti la voce
chi diede la vita ebbe in cambio una croce ma tu no lo udisti e il tempo passava
con le stagioni a passo di giava
ed arrivasti a varcar la frontiera
in un bel giorno di primavera
e mentre marciavi con l’anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore sparagli Piero , sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue
e se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire
ma il tempo a me resterà per vedere
vedere gli occhi di un uomo che muore e mentre gli usi questa premura
quello si volta , ti vede e ha paura
ed imbracciata l’artiglieria
non ti ricambia la cortesia
cadesti in terra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che il tempo non ti sarebbe bastato
a chiedere perdono per ogni peccato
cadesti interra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che la tua vita finiva quel giorno
e non ci sarebbe stato un ritorno
Ninetta mia crepare di maggio
ci vuole tanto troppo coraggio
Ninetta bella dritto all’inferno
avrei preferito andarci in inverno
e
mentre il grano ti stava a sentire
dentro alle mani stringevi un fucile
dentro alla bocca stringevi parole
troppo gelate per sciogliersi al sole dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi.
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