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Monday, December 15, 2008 - ore 16:34
I’m dreaming of a white christmas...
(categoria: " Riflessioni ")
Una volta Natale era una festa che amavo.
L’aspettavo tutto l’anno, era il momento più atteso.
Ci si riuniva tutti, i regali erano così tanti da riempire tutto il salotto e si passava un’intera giornata a ridere, mangiare e giocare.
Mi ricordo ancora quando la notte non riuscivo a dormire, nell’attesa dell’arrivo di Babbo Natale.
Lasciavo i biscotti sul tavolo vicino all’albero di Natale, e poi rimanevo in ascolto con le orecchie ben tese verso il salotto.
Poi all’alba mi alzavo e vedevo tante scatole, pacchetti e fiocchi... e i biscotti mangiati a metà.
Correvo a letto ridendo in silenzio, nell’attesa di mia mamma che veniva a svegliare me e mia sorella.
Ci si vestiva di corsa, niente colazione e subito davanti ai regali.
Ovviamente erano tutte le cose chieste nella letterina, quindi era una gioia immensa!
Iniziavano poi ad arrivare i nonni, con i loro regali.
Le telefonate dei parenti lontani.
Si metteva la statuina di Gesù Bambino tra quella di Maria e quella di Giuseppe.
Si cominciava poi a cucinare: due primi, due secondi, contorni a profusione, e infine il pandoro e il panettone.
Cin cin e caffè.
E si partiva col torneo di carte, da sette e mezzo a scala quaranta, con mia sorella che non si fidava mai delle sue perdite di monetine da 50 lire.
Scendeva la sera, si guardavano i cartoni Disney in tv, solitamente La Spada nella Roccia o Robin Hood.
Si mangiava quello che era rimasto del pranzo, e poi tutti a casa e ognuno nel suo letto.
Adesso Natale è diventato un giorno qualsiasi.
Anzi, sembra quasi di essere costretti a festeggiarlo.
Si corre come dei pazzi alla disperata ricerca di un regalo.
Perchè sotto l’albero, che ogni anno che passa senti essere sempre più piccolo e cadente, sotto l’albero deve esserci qualche pacchetto.
Così ti affanni a chiedere ad amici e parenti cosa vorrebbero ricevere, anche la cosa più inutile, pur di tirar fuori carta e fiocchetti e sentirti felice con te stessa per la buona azione.
Ma non è divertente, è stressante e logorante.
E si finisce col prendere una busta da lettere, bianca e semplice, e metterci dentro delle banconote: almeno sei sicuro che sarà un regalo ben accetto.
Arriva il giorno di Natale.
Niente corse nel buio verso il salotto a spiare i regali.
Si cerca di rendere il clima festoso, mettendo su il cd di canzoni natalizie.
Si aprono i regali, ci si fa due risate, ci si scambiano gli abbracci.
Ma non arrivano i parenti. Niente pranzo colossale.
Sei tu, tua sorella e tuo padre, che se ne va subito a prendere sua madre, tua nonna.
Tra l’altro, la nonna che si lamenta di tutto.
Dopo pranzo, si guarda il tg, niente giochi e film, o il papà si addormenta e la nonna si lamenta.
La sorella se ne va dal moroso, il padre si mette a dormire sulla poltrona.
E tu rimani lì, a sentire la nonna che ti fa sentire ancora più inutile e fallita con i suoi commenti sulla tua vita.
Provi a guardare un film, ma è come essere da soli.
Papà porta la nonna a casa, e insieme mangiate due pezzi di formaggio e una fetta di pandoro.
Il Natale finisce.
Ed è stato il giorno più triste dell’anno, perchè non senti la felicità che dovrebbe esserci, l’euforia che c’era in passato e che adesso vedi solo nei film in tv.
Quindi vorresti non esistesse più il Natale.
Non vorresti dover soffrire così tanto per colpa di un singolo giorno.
Perchè alla fine Natale è come San Valentino.
Non c’è bisogno di un giorno speciale per farsi regali o trovarsi tutti insieme con la propria famiglia.
Adesso sono stressata dalla ricerca dei regali.
La famiglia e gli amici mi stressano con i regali.
E mancano solo dieci giorni.
Dieci giorni al giorno meno atteso dell’anno...
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