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Sunday, December 21, 2008 - ore 12:02


CUORI DI GALLINA? - PANTAGRUEL E GARGANTUA’
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Cominciò tutto in maniera innocente…


M – Andiamo a mangiare al ristorante argentino?
T – Ma si dai!

M – Mio fratello dice che a Dolo c’è un ristorante brasiliano…se non troviamo l’argentino potremmo andare lì..
T – ok…tanto sono tipo 2 giorni che non mangio…
M – …


Giunti in quel di Dolo in nostri eroi si trovano alle prese con la topografia aliena del luogo. Girano a vuoto per un buon 10-15 minuti, fino a quando si decidono a chiedere a degli autoctoni, creaturine socievoli ma in via d’estinzione a causa di nuove specie introdotte…


Autoctoni – Brasiliano? Ce ne sono 2: uno di qua e uno di là. Il secondo fa anche pizzeria.
Me pensa: E ‘sti cazzi! “Meglio che Mestre…” (Cit.)


Scarpina e scarpina nella notte del Dolo, infilati in calli più o meno illuminate e alla fine eccolo! Completamente pieno, tutto prenotatissimo da ere geologiche, tavoli da 30 – 40 persone.
Scarpina che ti scarpina e il secondo ristorante pizzeria non si vede ancora.


T – Comincio ad avere una certa fame…
M – Ti!...mi so qua che tra un fià me magno un cordoeo de cemento…


E lo videro, miraggio di lucette natalizie nella bruma dolense.
Famelici e allo stremo in nostri si fiondano verso la luce che promette calore e un pasto caldo…e qui la prima tragica constatazione: già da fuori pare una trattoria di 30 anni fa, con la porta a vetri in alluminio dorato.
Il dubbio, l’afrore di inchiappetata comincia a manifestarsi, da prima con un leggero tic nervoso all’angolo dell’occhio e continua con una leggera smorfia, a stento camuffabile da sorriso di circostanza.


Paron – eora fioi, par de qua…
M a T, sottovoce – eh bhe…chiaro accento di San Paulo!


La smorfia è ormai una risatina quasi isterica, seduti al tavolo di quella che pare una trattoriaccia ridipinta in giallo e verde perché fa molto Brazil…


Paron – Mangiamo brasiliano?
M – bhe…si…semo qua a posta…
Me pensa: see…ne porterà 3 costesine de porseo dal maceo del Doeo…

Paron – ok, ve porto a roba da bevar e dopo podì ‘ndar al bufè de’i antipasti. Po’ comincemo a passar co’l churrasco. Aea fine del giro, par farve capir che xè fina, ve portemo do fete de ananas.
Me pensa: ananas?...mmm…podaria esser l’unica roba comestibie de stasera…


Rimasti soli il dubbio e l’incertezza oramai sono manifesti…


T – ma si dai! Prendiamola come un’avventura!
M – mmm…me basta che no sia ‘n’incueada!


Attimo di silenzio.


T – si dai…al massimo prendiamo una pizza…
M – Ah cazz che sfiga però! Domani sera prenotiamo e andiamo all’altro!


21.00

Piccolo giro di antipasti.


M – cos’è?
T – sembra cuscus..
M – proviamo!
T – com’è?
M – credo sia segatura…


In compenso riso, fagiolini neri, banana fritta (i nostri lo scopriranno solo alla fine della cena…) e il resto degli antipasti erano decisamente buoni.
L’umore dei nostri due deportati comincia a rialzarsi e fanno anche il secondo giro, avventandosi sui piatti come se non mangiassero, che so, da 2 giorni…

NOTA: ITALIANI E BUFFET
Il mio ex capo, un’argentina, mi faceva notare la tendenza dell’italiano medio a lanciarsi sul buffet come se fosse stato tenuto a pane e acqua per mesi e mesi, caricandosi il piatto fino a rischiare di slogarsi il polso per reggerlo…
Credo sia un retaggio del dopoguerra trasmessoci dai nostri nonni, il motto è: “finchè ghe n’è magna fin quando che te s-ciopi!”


Arriva il primo Churrasco.
Da qui in poi i ricordi sono confusi, frammentati.
Camerieri con l’aria di serial killer da film di Tarantino.
Spade con succosi pezzi di carne al sangue e coltelli affilati che tagliano porzioni o staccano bocconi dalle dimensioni e dall’aspetto innocuo.
Aspetto, in realtà il peso specifico è spropositato.
Deliquio, delirio!
SubDOLO il pezzo di carne ti guarda invitante, pare dire: sono solo un bocconcino! Un assaggino!
E tu ci stai e cadi nella trappola, perché al quinto/sesto sei talmente pieno che credi di vedere S.Damiano (spero di non sbagliare santo) martire e in un attacco di blasfemia ti identifichi in lui, solo che al posto delle frecce, nel corpo hai piantati spiedoni di churrasco…
E il sadico Banderas di Dolo raddoppia la dose ogni volta che tenti di tirarti indietro davanti all’ennesima portata.


T, guardando un quadro che illustra i diversi tagli di carne di un manzo brasiliano – oh mio Dio, sono 22 tagli…non dovremo mica farli tutti…?!
M – credo solo quelli in rosso…una decina…
T – e no ti basta?!?!?!
M – …

M – al prossimo dobbiamo dire di no…non ce la faccio più…
T – Assolutamente,ho la nausea…
Cameriere – pronuncia il nome brasiliano dell’ennesimo piedone
T e M – Grazie!
T e M – …
T e M – Doh!
M, sconvolto – Ma perché gli abbiamo detto di si???!!!!
T, quasi in lacrime – ma che ne so! Li vedi lì, sono piccoli, invitanti, ti fanno voglia…in più ho paura che se proviamo a dirgli di no si offenda e ci massacri a colpi di churrasco…
M – non volevo spaventarti, è la stessa cosa che stavo pensando io…


Le espressioni facciali sono fantozziane, le mandibole provate, lo stomaco invia inquietanti segnali, del tipo: mi teo digo, al prossimo xè cassi tui…


T – ho carne di manzo nelle vene…se me ne porta un altro mi metto a piangere, giuro!


23.15
Due ore passate a mangiare carne.
Solo carne.
Deliziosa carne alla brace, al sangue al punto giusto.
Un boccone meglio dell’altro.
Il numero di tagli non si conta.
Oltre al manzo i nostri non avevano contato il pollo, la gallina, il maiale e il cavallo…
Vari intervalli con ballerine brasiliane più o meno coordinate, giusto per dare un attimo di tregua all’attività manducatoria.

Eccolo, il miraggio: l’ananas coperto di caramello, la promessa di armistizio, di prova superata, l’ananas rimetterà i nostri peccati! O noi rischieremo di rimettere tutto il resto…
I nostri quasi piangono dall’emozione, sono visibilmente commossi, quasi lo toccano, quasi ce l’hanno nel piatto, quasi…quasi, quasi il maledetto cameriere passa oltre e rapido e beffardo come manzo in carica Il Sadico ci pianta sul piatto l’ennesimo churrasco…


Il Sadico – Cuori di gallina…?
T e M…liberatorio, disperato, più che satollo, esausto, all’unisono – NUOOOOOOOOO!!!


Miracolo! Si ritira! Perplesso e un po’ spaventato, ma si ritira!

E poi fu ananas.
Per una sera assurto a frutto degli ddddei!

I nostri si alzano a fatica, saldano un conto più che ragionevole e rantolando si dirigono alla macchina, ripromettendosi di tornare…tra qualche mese…qualche decina di mesi…

Svenire a letto, ubriaco di carne alla brace non ha prezzo…

FAST FORWARD

Mi alzo, faccio colazione con 2 fette di pane, burro e marmellata di arance amare e una tazza di caffè.


La Santa Donna, mia Madre – per pranzo oggi ci sono gnocchi di zucca e stinco di maiale, per stasera seppie in umido e polenta brustolata…


ricordatemi così: agonizzante eppure impavido, stremato ma mai domo, di fronte ad uno stinco di maiale grondate grasso…




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