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Ho scoperto che Dio è come Gesù di Nazaret e non viceversa: attenzione!

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2) quelle macchine che ti tagliano la strada e poi girano dopo 2 metri
3) sentire delle parole a cui poi non corrispondo i fatti, sentirsi illudere e precipitare poi improvvisamente in una terribile realtà
4) Uscire dalla doccia e non avere l'accappatoio lì vicino..
5) sapere che comunque, che tu scelga o non faccia nulla, qualcuno gioirà e qualcun'altro soffrirà
6) vedere che le persone molte volte aprono la bocca senza credere veramente in quello che dicono...
7) vedere tradita la mia fiducia

MERAVIGLIE


1) Chiudere gli occhi la sera e dire: ho fatto del mio meglio
2) vedere ogni giorno una nuova alba
3) capire che una persona non è come sembrava...ma molto meglio!
4) Accogliere (con fatica) una scelta non condivisa ed essere profondamente sereni: non mi sono venduto.
5) rendersi conto che nonostante tutto quello che gli altri ti hanno fatto di male, non riesci proprio ad essere un bastardo
6) Spiegare a qualcuno il nostro punto di vista, e sentire che anche se non è d'accordo con noi l'abbiamo colpito, e abbiamo lasciato qualcosa, anche di piccolo, nella sua vita.
7) La solarità





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giovedì 25 dicembre 2008 - ore 10:57


Lc 2, 1-14 - annuncio nel quotidiano
(categoria: " Pensieri ")


Riascoltare l’annuncio della nascita di Gesù di Nazaret, fa sempre bene all’uomo di tutti i tempi: con tutti i nostri sforzi pur ben consolidati nella tradizione – digiuni e cose di questo genere, che crediamo di fare per Dio – non saremo mai capaci di arrivare alla piena felicità. Bene, lui è arrivato a noi oggi e ci ha indicato come vivere. Lui ha accorciato le distanze, come mi ha felicemente suggerito uno di voi e sottolineo del sito.

Certo la nascita di Gesù di Nazaret è veramente disarmante, se leggiamo con attenzione l’annuncio evangelico (=notizia che porta gioia). Un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Il v. 1 inquadra una logica di potere, lo stesso che è sottinteso nel v. 4 - Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide. Di fronte a tanto doveva succedere un evento eccezionale, messianico secondo le attese di allora come di sempre. Ebbene mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto (v. 6). Maria partorisce nel pieno anonimato, nessuno si accorge di quell’evento. Eppure è un primogenito dice il v. 7, cioè è un figlio sacro al Signore secondo la legge. E ancora: pur con la sottolineatura primogenito è avvolto in fasce come ogni bambino appena nato, prosegue lo stesso v. 7.

Ah, secondo quella stessa legge Maria è ora impura quindi non può stare nell’alloggio dove ci sono gli altri: partorisce e depone il figlio nello spazio della casa dove si conservavano gli alimenti, fieno compreso. Fa problema questo inciso? Eppure fino a non troppo tempo fa anche da noi – ed in alcune parti d’Italia è ancora in uso – la donna che aveva partorito doveva poi andare dopo 40 giorni a chiedere la benedizione, perchè si diceva gli venisse tolto il parto. Ehi, sempre non troppo tempo fa liturgicamente celebravamo il 2 febbraio la purificazione di Maria. Eh, fanno ben molto più problema queste bieche usanze religiose, poco evangeliche!

C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge (v. 8). Una nascita anonima, che coinvolge i pastori, uomini abbruttiti dalla costante convivenza con gli animali: parte di una società che non era considerata da nessuno. Loro erano nella notte e la notizia li avvolge di luce (v. 9). E ancora nel gioco dei contrasti furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia (v. 9-10).

Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia (v. 12); questo segno così quotidiano, così non stra-ordinario è gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama (v. 14).

Cosa dice a noi questo contrasto? Non lo so. Provo a dire il mio stupore. Dice la realtà del Dio-con-noi (=Emmanuele), così come il Vangelo (=notizia che porta gioia) vuole raccontarlo oggi. L’essere troppo abituati alle cose di Dio può portare con se il rischio di non accorgerci più della sua presenza ordinaria, per cui siamo sempre alla ricerca di un dio a nostra immagine e somiglianza. Ah, è pur vero che il Natale oggi si è perso in tante usanze e tradizioni commerciali, ma se rimaniamo sul piangerci addosso rischiamo di far passare inutilmente questo giorno: sempre nuovo. Oh, anche oggi.

Buon Natale


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