
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Thursday, January 01, 2009 - ore 14:31
Nuovannismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ieri sera, mentre ci fumavamo una sigaretta in terrazza, è circolata la classica domanda
“Com’è stato il tuo 2008?”. I miei interlocutori si lanciavano in spiegazioni. Difficile, ho risposto io, serafica. “Impegnativo, insomma…” ha ribattuto con un sorriso un ragazzo.
No, impegnativo è una cosa positiva, mi sono sentita di sottolineare. Impegnativo per me significa che mi sono impegnata, che ho lavorato sodo ma poi ho avuto delle soddisfazioni, che alla fine ho ottenuto cose per cui avevo lottato. No, il mio 2008 è stato impegnativo ma difficile e non sempre gratificante, e dire solo impegnativo non è la stessa cosa. È stato uno degli anni peggiori in assoluto degli ultimi 27. “Ah”, mi hanno risposto.
Sono rientrata in casa, faceva freddo. Mi sono avvicinata a un’altra persona.
“Allora, cosa ti aspetti dal 2009?” mi ha chiesto. Che sia migliore del 2008, ho risposto. Mi ha sorriso. Da più voci ho avuto conferma che gli anni pari sono quelli più brutti. Boh, non lo so, non sono superstiziosa né credo a queste cose. So solo che il mio 2008 è stato un anno di quelli da abbattere. E quella ragazza con gli occhi grandi mi ha detto che i 27 anni sono stati anche per lei i peggiori, ma che poi tutto si è andato concretizzando, ed è migliorato. E io spero che a me succeda lo stesso. Perché come in quest’anno qui non ho ricordi che me ne siano successe tante (questo costrutto totalmente insensato vi è stato offerto dal mio
Sonno * ).
Eppure, ed è incredibile come il caso si affidi all’equilibrio - o l’equilibrio si affidi al caso, l’anno peggiore è stato quello che mi ha regalato le cose più belle. Tutte difficili, tutte impegnative. Una meravigliosa.
E se ancora sorrido dopo tutto quello che mi è successo dallo scorso gennaio a ieri pomeriggio, perché il mio maledetto 2008 è finito solo ieri pomeriggio, lo devo soprattutto a una persona che ha riportato sul mio viso qualcosa che mancava da tempo – un sorriso. Un sorriso, ho detto, mica cose grosse. Un sorriso. E quanto mi mancava.
Una persona che non ha paura delle mie crisi, perché ancora crede che siano sporadiche e che passeranno. Una persona che non mi giudica per i miei errori, ma mi aiuta a migliorarmi. Una persona che mi legge nel pensiero e dà le stesse risposte che do io, come la renna di Babbo Natale. Una persona che mi cerca, che mi vuole accanto, e che non mi fa sentire sola. Un uomo che sa tranquillizzarmi solo guardandomi negli occhi. Un uomo che sa sorprendermi * e incantarmi, che mi legge le sue pagine preferite sul divano, che storpia le canzoni per inserirci il mio nome, che per non essere rimproverato tocca i miei tasti deboli. Che sa come prendermi, che mi ha sopportata in questi giorni in cui, se mi avessero chiesto di starmi vicina, avrei detto di no. Il mio uomo.

È la quarta volta che riscrivo gli auguri di buon anno. La scorsa settimana avevo prodotto una cosa davvero carina e preziosa, pronta per essere inserita al momento opportuno. I miei auguri completati da un’analisi seria e semi razionale dell’anno appena trascorso. Un’analisi lunga, articolata, sobria e istruttiva, grammaticalmente ineccepibile e semanticamente pregna.
Ma non li pubblico, non li vedrà nessuno, non mi interessa che siano letti. Tanto chi viene su questo blog qui lo fa con un’idea ben precisa di chi sono io, di cosa pensa di me, di cosa crede che io sia. Nel bene e nel male. Ed era solo un ammasso di spiegazioni, che non devo a nessuno. Quasi nessuno.
Poi ne ho riscritti altri, di personali biglietti d’auguri, ma il pericolo di incappare in qualche accusa ai miei lettori più falsi mi rendeva troppo fredda, o mi riscaldava oltremodo, limitando il mio raziocinio. È che questa è ancora una Silvia * sensibile, e ancora le fanno male la cattiveria, il cinismo, l’ipocrisia e la presunzione di essere migliori. Migliori di chi, poi…
Buon 2009 quindi, sperando che vi insegni più di quanto non vi abbia insegnato il 2008. O per lo meno, questo è l’augurio che faccio a me. Imparare sempre di più e riempire la mia scatoletta del Pss *. Dal prossimo anno l’obiettivo è farmi rispettare. E sbattermene di voi e dei vostri preconcetti.
Il 2007 * mi ha fatto bene, il 2008 è stato la messa in atto del mio cambiamento.
Il 2009, se le cose vanno a vanti per stadi graduali, praticamente divento Presidente della Repubblica (Presidente del Consiglio no, troppi cazzi per la testa). E i prossimi auguri di Buon Anno li faccio in teleconferenza a reti unificate.
Per avere delucidazioni e chiarimenti sui temi trattati:
Per ridere della mia classica reazione al sonno.
Per sapere come si può con poco sorprendermi.
Per una definizione di Pss.
Per una definizione di 2007.
Per una definizione di Silvia mi sa che dovete aspettare ancora un po’.
Ma ci stiamo lavorando.
Daniel Powter - Bad Day
Where is the moment we needed the most
You kick up the leaves and the magic is lost
You tell me your blue skies fade to grey
You tell me your passion’s gone away
And I don’t need no carryin’ on
You stand in the line just to hit a new low
You’re faking a smile with the coffee to go
You tell me your life’s been way off line
You’re falling to pieces everytime
And I don’t need no carryin’ on
Because you had a bad day
You’re taking one down
You sing a sad song just to turn it around
You say you don’t know
You tell me don’t lie
You work at a smile and you go for a ride
You had a bad day
The camera don’t lie
You’re coming back down and you really don’t mind
You had a bad day
You had a bad day
Well, you need a blue sky holiday
The point is they laugh at what you say
And I don’t need no carryin’ on
You had a bad day
You’re taking one down
You sing a sad song just to turn it around
You say you don’t know
You tell me don’t lie
You work at a smile and you go for a ride
You had a bad day
The camera don’t lie
You’re coming back down and you really don’t mind
You had a bad day
(Oh.. What a horrible day..)
Sometimes the system goes on the blink
And the whole thing turns out wrong
You might not make it back and you know
That you could be well oh that strong
And I’m not wrong (ahhh...)
So where is the passion when you need it the most
Oh, you and I
You kick up the leaves and the magic is lost
’Cause you had a bad day
You’re taking one down
You sing a sad song just to turn it around
You say you don’t know
You tell me don’t lie
You work at a smile and you go for a ride
You had a bad day
You’ve seen what you like
And how does it feel for one more time
You had a bad day
You had a bad day
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