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Ho scoperto che Dio è come Gesù di Nazaret e non viceversa: attenzione!

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3) sentire delle parole a cui poi non corrispondo i fatti, sentirsi illudere e precipitare poi improvvisamente in una terribile realtà
4) Uscire dalla doccia e non avere l'accappatoio lì vicino..
5) sapere che comunque, che tu scelga o non faccia nulla, qualcuno gioirà e qualcun'altro soffrirà
6) vedere che le persone molte volte aprono la bocca senza credere veramente in quello che dicono...
7) vedere tradita la mia fiducia

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1) Chiudere gli occhi la sera e dire: ho fatto del mio meglio
2) vedere ogni giorno una nuova alba
3) capire che una persona non è come sembrava...ma molto meglio!
4) Accogliere (con fatica) una scelta non condivisa ed essere profondamente sereni: non mi sono venduto.
5) rendersi conto che nonostante tutto quello che gli altri ti hanno fatto di male, non riesci proprio ad essere un bastardo
6) Spiegare a qualcuno il nostro punto di vista, e sentire che anche se non è d'accordo con noi l'abbiamo colpito, e abbiamo lasciato qualcosa, anche di piccolo, nella sua vita.
7) La solarità





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Sunday, January 11, 2009 - ore 10:43


Mc 1, 7-11 - è pubblico
(categoria: " Pensieri ")


Con la festa del Battesimo si chiude il tempo liturgico di Natale e, insieme, si apre quello della vita quotidiana. Gesù di Nazaret entrando nelle acque del Giordano rende pubblica la sua manifestazione (=epifania) quindi la scelta di vita maturata in modo adulto dopo gli anni a Nazaret. Ah, se rimaniamo ai dati evangelici questo è un tempo vissuto nella realtà famigliare e di cui non sappiamo assolutamente nulla! Il brano di Marco è chiaro in questo senso; è inoltre il primo racconto natalizio secondo questo evangelista.

Giovanni proclamava: “viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali” (v. 7). E’ in scena il Battista, colui che avvertendo il malessere del popolo richiama ad un nuovo rapporto di fedeltà con Dio. Lo fa intuendo di non essere lui il protagonista, tanto che richiama la legge del levirato un diritto vigente – cft Dt 25, 5-10, molto eloquente per gli ascoltatori del tempo. Nel movimento di Giovanni il Battista entra Gesù di Nazaret: ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni dice il v. 9 dove non va eluso il termine evidenziato, che nel Vangelo sottolinea la sorpresa. Gesù di Nazaret entra nelle acque del Giordano, in piena solidarietà con questo desiderio di vero rapporto con Dio. In Marco non c’è dialogo tra i due: è un invito a guardare avanti, nell’avventura.

E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendeva verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento” (v. 10-11). L’impegno di vita di Gesù di Nazaret provoca la risposta celeste, descritta per figure. I cieli squarciati lasciano intendere che in Gesù di Nazaret non c’è più distanza Dio-uomo, in lui questa distanza è accorciata. Lo Spirito come una colomba rimanda a Gn 1, 2: c’è una nuova creazione in atto. La voce da corpo alla visione: Gesù di Nazaret è colui che assomiglia in tutto (=figlio di) a quel Dio che sembrava ormai lontano.

La piena realtà di Gesù di Nazaret è dunque tutta da scoprire nella sua meraviglia: non si arriva a Dio se non tramite lui, che ci ha raggiunto nella nostra umanità. Ed è nella quotidianità del nostro cammino avventuroso, che ci è dato di intuirlo. C’è chi crede in tale notizia che porta gioia (=Vangelo, ergo Gesù di Nazaret) e non può fare a meno di portarla a tutti. Come? Vivendola in prima persona cioè incontrando i concreti bisogni di chi sta sulla nostra stessa strada: c’è più gioia nel dare che nel ricevere (At 20, 35)! Oh, proprio come ha vissuto Gesù di Nazaret: abbiamo scoperto l’acqua calda.

Buona Domenica


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