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Sunday, January 11, 2009 - ore 14:16 Una bella e una brutta Pubblicato Giovedì 8 Gennaio 2009 in USA quotidiano Variety Roma – Il nuovo anno di Silvio Berlusconi ha avuto un avvio piuttosto infausto. Sta ottenendo grande risalto un’iniziativa dell’opposizione di revocare l’immunità dai processi che protegge il premier - il magnate italiano dei media - dai propri problemi legali. Il politico dell’opposizione Antonio Di Pietro, ex magistrato e crociato anti corruzione, ha presentato in Cassazione una petizione – firmata da un milione di italiani – che chiede un referendum per abrogare la controversa legge che attualmente rende Berlusconi immune dai processi. “La legge è incostituzionale perché stabilisce che quattro cittadini non possono essere processati anche se hanno ucciso le loro madri” ha detto Di Pietro quando è arrivato in Cassazione. Il referendum non è previsto che per il 2010. Il termine del mandato di Berlusconi come Presidente del Consiglio scade nel 2013. La legislazione attuale sospende due processi nei quali Berlusconi è implicato, entrambi relativi ad un presunto schema per evadere le tasse su un grande numero di diritti televisivi di film americani comprati dagli studios di Hollywood, compresa la Paramount, per conto dell’impero televisivo Mediaset. Pubblicato Domenica 21 Dicembre 2008 in Austria dal quotidiano der Standard „Per risolvere i nostri problemi energetici reintrodurremo il nucleare“. Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, in occasione della tradizionale conferenza stampa di fine anno, ha chiaramente espresso il suo consenso al ritorno del nucleare. “Abbiamo già preso contatto con Francia e Gran Bretagna le quali hanno intenzione di mettere il loro know-how a disposizione. Metteremo a punto nei prossimi mesi un programma che prevederà centrali nucleari anche in Italia”, così il capo del governo. E così anche il quarto paese confinante (con l’Austria, N.d.t.) dopo Repubblica Ceca, Slovenia e Svizzera progetta nuovi reattori. Il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola ha fatto sapere che l’Italia ha intenzione di coprire il 25 per cento del suo fabbisogno energetico con il nucleare. Immediatamente alcune regioni italiane, tra le quali anche la Lombardia, si sono dette contrarie alla concessione di un sito per una nuova centrale nucleare. Le ragioni per la reintroduzione del nucleare, che era stato abbandonato vent’anni fa in seguito a un referendum, sono l’aumento dei costi di petrolio e gas così come l’ampia dipendenza dalle importazioni (85% . Gli alti costi dell’energia costituiscono uno svantaggio concorrenziale per le industrie italiane. Imprenditori, ma anche settori dell’opposizione di sinistra, si dichiarano favorevoli al ritorno al nucleare. Tuttavia i politici del settore energetico si chiedono dubbiosi se questa reintroduzione possa procedere senza difficoltà. L’opposizione della popolazione è ancora grande. „Solo le centrali nucleari sono adatte a produrre grandi volumi di energia in maniera sicura, concorrenziale ed ecologicamente sostenibile”, ha riassunto in breve Scajola. Il quale vuole già iniziare tra 5 anni la costruzione della prima centrale. In questo modo l’Italia compie una brusca inversione nella sua politica energetica. Nel 1987, un anno dopo il disastro di Cernobyl, l’italia si era decisa con un referendum per l’abbandono del nucleare e il distacco dalla rete delle sue quattro centrali atomiche. L’uscita dal settore nucleare aveva portato a una notevole dipendenza di elettricità da paesi stranieri. Inoltre oltre la metà della produzione di corrente in Italia si basa sul gas naturale. Più del 50 per cento delle importazioni di gas provengono da Russia e Algeria, momenti critici per l’approvvigionamento non sono nuovi in Italia. Il capo della compagnia energetica parastatale Enel, Fulvio Conti, ha dichiarato che l’azienda è già preparata tecnicamente per la costruzione di centrali nucleari. Tuttavia il processo di messa in esercizio di una nuova centrale nucleare in Italia richiederebbe almeno tra i sette e i dieci anni. Quindi, tirando le somme, preparatevi a dei cantieri ventennali per la costruizione in calabria, basilicata, sardegna o puglia, di enormi cattedrali nel deserto che forse un giorno la buona vecchia mafia o camorra sarà in grado di gestire per conto dello stato fino allinvitabile catastrofe allitaliana quando uno di questi farà BOOM COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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