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Tuesday, January 20, 2009 - ore 18:03
New black Jesus
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tra poco Barack Obama diventerà il primo presidente di colore della storia degli Stati Uniti. Meglio: il primo uomo più potente del mondo di razza non caucasica dai tempi di Gesù Cristo. E ogni riferimento è puramente casuale. A questo proposito, vale la pena di ricordare che un tempo, negli anni sessanta, un ragazzotto di colore, dalle movenze strane e dalle mani sporche, per le sue finte sui playground di basket della periferia di Philadelphia fu soprannominato “Black Jesus”, il Gesù nero. Earl Monroe (questo il nome che si ostinavano ad usare solo sua madre e i commentatori bianchi dell’epoca) fece una brillante carriera cestistica, ma rimase sempre un passo indietro rispetto al suo nome. Il suo grandissimo talento, il suo spiazzante fascino non bastarono mai ad uscire dall’ombra lunga delle aspettative di quartiere; ad arrivare al sole dell’eterna gloria. Barack Obama è già nel sole della gloria, e su di lui ci sono le aspettative del quartiere-mondo. Ma – tutti lo pensano, negli angoli nascosti del cuore - lo stesso tipo di ombra che inghiottì Earl potrebbe schiacciarlo.
Cambiare il mondo non è cosa che si può fare facilmente, neanche se si ha la leva d’Archimede giusta. Earl sotto i canestri vinse la sua battaglia, ma perse la sua “missione divina”. Non riuscì a riscattare chi credeva in lui dai marciapiedi di bottiglia rotte, dalle umiliazioni della discriminazione, dalla frustazione di vivere un gradino più in basso. In questo c’è riuscito Obama oggi. Perché da oggi nessun nero d’America potrà più dire di aver fallito perché discriminato: saranno liberi di sbagliare. Ma questa non è la “missione divina” di Obama. Quello a cui noi tutti lo chiamiamo è fare in modo che il mondo non sbagli più. Ma la sensazione è che ora il mondo giri più in fretta, e che l’ombra della meridiana della storia scivoli via sempre più velocemente. Un tempo il mondo si poteva permettere di crocifiggere il Figlio di Dio per salvarsi solo secoli dopo. Forse oggi non si può permettere di fare altrettanto.
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Leonida, 23 anni
spritzino di Caldogno (Vi)
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