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Friday, January 23, 2009 - ore 05:08


Ciao, sono un post pieno di foto
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ed eccovi, smaltite le reazioni del ritorno, le testimonianze visive della mia tre giorni in terra d’Albione.

Andiamo per paragrafi, così siamo più ordinati:
LE COSE SCONTATE, o foto souvenir.
Infatti ci sono le cassette delle Regie Poste


e le cabine del telefono


Ci sono anche cose altrettanto tipiche, tipo le panchine che fungono da lapide o le adolescenti in canottiera e infradito a gennaio, ma quelle ve le risparmio.

Poi ci sono
LE COSE CARATTERISTICHE, con leggera sfumatura di significato.
Una di queste è molto prosaica, ed è il negozio di Ann Summers. Il quale pare ai più stolti un semplice negozio di biancheria maiala, mentre è decisamente un sexy shop con orario incredibilmente diurno.
Non vedevo l’ora di mostrarvi l’angolo sadomaso

, sì, ma come privarvi dell’angolo (rotondo) dei vibratori

, il tutto fotografato alle tre del pomeriggio, con ragazzine di 12 anni che gironzolavano tranquillamente senza che a nessuno fregasse nulla?
(Infatti un’altra cosa caratteristica sono le 14enni che spingono carrozzine, come diceva il mio ospite. E anche di quelle vi ho risparmiato la testimonianza digitale.)

L’altra cosa, per fortuna, è molto più poetica.



Lui passa per le strade delle cittadine, lentamente, suonando in continuazione una campanazza che tiene fuori dal finestrino (il destro, ovviamente), e la gente lo sente arrivare, gli dà una voce e gli consegna le robe da buttare. Il robivecchi, insomma. E per loro è una cosa normale.
Voi dovevate vederlo, con ’sta campana in ottone grande come un pugno, che passava in mezzo alle detached e alle semi-detached houses, ai cottages, agli eccetera eccetera. Un tuffo negli anni ’70.
Oh, io l’ho trovato commovente, non so voi.

Poi ci sono
LE GITE FUORI PORTA. Da notare che io ho fatto foto solo nei momenti in cui pioveva e/o il tempo faceva comunque schifo, per tenere accuratamente spenta la macchinetta col sole splendente, il cielo terso etc. Questo per giustizia nei confronti delle giornate soleggiate.
Dicevamo: le gite fuori porta. Southend-on-sea è, appunto, sul mare. O sulla fine del Tamigi, che è quasi lo stesso. Quindi nei pressi ci sono altri paesini, più caratteristici, sempre sul mare, uno dei quali si chiama Leigh (sempre on sea), ed è questo qui:

Scorcio tollerabile dell’unica strada


Calata a mare


Scorcio piuttosto gramo


Case dalla strada principale, facendo a gara a chi fa la foto più triste. Manca solo Oliver Twist e poi siamo a posto


Passeracei britannici che ci cibano dei garusoi locali


Listino di uno spacciatore di pesce (uno ogni 5 metri, più o meno). Vi faccio notare l’onestà dei prezzi (roba da trasferirsi immediatamente)


Impresa locale, immagino di manutenzione e rimessaggio barche. La scritta sotto il nome dice che al telefono risponde l’incaricato. Pensa te, credevo la segretaria del vescovo.


E poi c’è la cosa più tipica in assoluto, che è
IL CASTELLO. Questo è del XIII secolo, di re Qualcosa.

Il castello da lontano

(ditelo, che sembra lo sfondo di un ritratto cinquecentesco)

Mi sto avvicinando molto al castello



Il castello da vicinissimo


NB: tutto ciò che c’è intorno al castello è verde e calpestabile. Per miglia e miglia. Nessun cagacazzi ti viene a rompere dicendo che sei sul suo terreno, e puoi fare amene passeggiate per ore, volendo. Non quando piove e non col tacco 10, però puoi. Anzi, anche col tacco 10. Tanto gli inglesi se ne fregano.

Sezione conclusiva:
LE BESTIOLE

Una viva


e una sul cartello


Poi un’altra cosa tipica (moquette) con sopra una cosa meno tradizionale (la Wii)


e poi, siccome il post volge al termine, l’ultima foto. Che non rende, perché ho fatto delle modifiche ingiustificate ai colori, ma tanto dalla macchina non veniva bene, e allora tanto vale. Però è il tramonto di quando sono andata via.


Sono assenti non giustificati l’alba quotidiana alle sette e mezza del mattino, il giardino condominiale, il (o la ?) bow-window, il fish&chips e il padrone di casa (non gli ho chiesto la liberatoria).

Se torno su faccio delle foto migliori, prometto.

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