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ademarki, 35 anni spritzino di candiana CHE FACCIO? Ingegnere musicante Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO LOSPITE INQUIETO - di U. Galimberti.. sė, ancora oggi, dopo 5 anni.. HO VISTO gente sprecarsi STO ASCOLTANDO MUSICA in ogni forma ABBIGLIAMENTO del GIORNO lo mismo que 30 anos ORA VORREI TANTO... giorni da 1 settimana STO STUDIANDO... come realizzare il mio piano OGGI IL MIO UMORE E'... alto, come al solito ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: SQUALONOIR LAH MIKNESIAC BAJI VITTO EMILY učuč TATASUX SIRIASUN CANINA SYST3M SQUEENSY M.ORGAN CARAVITA DEMIAN JOHNTRENT MALAKA DrBenWay CHIACHIARA ELFA CATEYE MORETTA GUITARGIRL MAESTRON SAEUDO TRIXIE BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
Saturday, January 24, 2009 - ore 10:07 MEMINI Il mio č un piccolo paese. Pertanto, tutto risulta importante: č una questione geometrica, direi. Ieri, cosė, non saprei dirvi perchč, mentre guidavo, mi sono venuti in mente due personaggi, dei tempi di quando ero ragazzetto. IGNAZIO, il gentiluomo-barbiere-ballerino di origini siciliane, col suo negozio vecchio stile: le poltroncine in similpelle marrone dai bordi celestini ed il telaio metallico a vista, le riviste per uomini che furono il mio primo approccio al vietatissimo universo del sesso (motivo per cui mi tagliavo i capelli cortissimi), il mangiacassette con sempre qualche evergreen in rotazione (SINATRA, AZNAVOUR, CALLAS). E lui ci ballava, mentre eseguiva un taglio certamente perfetto, danzando intorno alla poltrona, facendo fare un giretto pure a te, ogni tanto, a seconda del ritmo. Ci ero affezionato, diciamolo. A fianco della sua bottega cera quella di RICCARDO, "el scarparo", noto per le sue millanta incursioni giornaliere nelle tre osterie del paese, che facevano sė che la gente gli portasse al bar le scarpe da riparare. Noi ragazzetti lo soprannominavamo FE FE per via della sua parlata incomprensibile che si riduceva ad un continuum di " Fč fe, fe fefe fe fč, fefefefč feč fefefč, fe. ". Cosė diversi, eppure, RICCARDO ed IGNAZIO erano amici: se andavi in bottega dalluno, eri certo che laltro avrebbe messo la testa dentro per salutarti. Poi, di solito, i due si bestemmiavano dietro, ognuno col suo idioma. E sempre stato cosė. Erano certezze. Oggi che ne scrivo, senza una particolare ragione, mi commuovo e penso a come era bello (sė: bello) il mio paese 25 anni fa, che poi era il mondo, e penso anche a come fossimo tutti distratti, rapiti dalle promesse di un futuro migliore che stava arrivando, dalla novitā dei supermercati e dalla facilitā con cui si poteva finalmente andare da un calzolaio migliore, magari a Conselve. Solo oggi, che siamo pių poveri dentro che fuori, posso apprezzare cosa fossero queste cose e quanto bello fosse avere questi personaggi, questi mondi ricchi e tutti originalissimi a portata di bicicletta. Ma mi ritengo fortunato per saperli ancora ricordare con affetto e limpidezza: lo auguro a tutti. Non ricordo chi dei due morė prima, ma se ne andarono a breve distanza, vicini cosė come lo erano stati negli ultimi 20 anni, con le loro botteghe. Mi piace immaginarli ancora seduti sullo scalino delle proprie vetrine a chiaccherare, insultarsi ed offrirsi sigarette. LEGGI I COMMENTI (1) PERMALINK |
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