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Sunday, January 25, 2009 - ore 12:30


30 - 11(anni)
(categoria: " Vita Quotidiana ")



A FRANCESCO



Quanto hai cercato la felicità? Un’infanzia di prese per il culo, a pagare gli errori di una famiglia che non hai scelto tu. Che colpa ne avevi.. A volte essere bambini è difficile, sopratutto quando si è soli. Arrivavi a scuola con i compiti sbagliati, la maestra tirava un segno rosso sulla pagina mentre agli altri seminava Bravissimo. “Bravissima, mamma, hai controllato bene i compiti del tuo bambino..” I compiti di scuola elementare sbagliati! Ma come si può sbagliare.. Per un bambino è difficile capire, per un bambino è difficile accetare un amico che sbaglia ancora le lettere del’alfabeto in terza! E te ne restavi, a fartene merenda in disparte, solo, mentre noi ci inventavano storie su di te per sbeffeggiarti! Quanti racconti ho sentito, quante leggende su come vivevi, di come ti trattavano a casa.. Ma i bambini sono razzisti, fa parte dello spirito di sopravivenza restarsene con i vincenti e come su ogni guerra che si rispetti qualcuno doveva perdere: Tu..
Caro Francesco.. a distanza di 11 anni , oggi, mi sto ancora chiedendo come possa la vita assegnare tanta sfortuna ad alcuni, e tanta fortuna ad altri.. e non ho ancora ben capito se la sfortuna sia stata la tua difficile infanzia oppure i pochi anni della maggiore età, dove sembrava tutto cambiato! Finalmente un lavoro, una persona accanto che ti amava, degli amici! Forse è proprio quella l’inculata, sentire il dolce gusto della vita per poi abbandonarlo subito dopo! Illusione di esssere uno come tanti altri. Ma come ogni storia c’è una conclusione, il finale.. a sorpesa.
Lunga e dritta correva la strada.. il ghiaccio che sbocciava lungo i lati scintillava eccitato dai fari della tua auto. La macchina andata di lato usciva dalla carreggiata rovesciandosi a testa in giù dentro il fosso. ti bloccava dentro, mentre l’acqua entrava nei polmoni.
Anche nel momento della morte la sfortuna ti è stata accanto..


“Non lo sapevi ma cosa hai sentito
quando lo schianto ti ha uccisa
quando anche il cielo di sopra e’ crollato
quando la vita e’ fuggita.

Dopo il silenzio soltanto e’ regnato
tra le lamiere contorte
sull’autostrada cercavi la vita
ma ti ha incontrato la morte.

Vorrei sapere a che cosa e’ servito
vivere amare e soffrire
spendere tutti i tuoi giorni passati
se presto hai dovuto partire.

Voglio però ricordarti com’eri
pensare che ancora vivi
voglio pensare che ancora mi ascolti
e che come allora sorridi.”



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