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![]() ZorroBobo, 30 anni spritzino di San Francisco CHE FACCIO? Aiuto...Produco... Sono single [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO l’elenco del telefono HO VISTO tante cose STO ASCOLTANDO parecchio ABBIGLIAMENTO del GIORNO mutande ORA VORREI TANTO... tanto... STO STUDIANDO... tutto OGGI IL MIO UMORE E'... si ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) e se fuggissi via lontano? 2) Dimenticare 3) essere convinti d dare tanto a una persona e poi scoprire che in realtà nn gli hai lasciato nulla.... MERAVIGLIE 1) che l'inter vince lo scudeto 2) Riscoprire vecchie amicizie quando meno te l'aspetti... 3) Vedere qualcuno che ride, sapendo che ride PER TE e non DI TE. |
martedì 27 gennaio 2009 - ore 06:35 Marko Arnautovic: Zlatan reloaded A volte, ritornano: chi si è imbattuto in qualche match di Eredivisie su SportItalia, ascoltando superficialmente la telecronaca, avrà pensato ad uno scherzo. Un talento di classe e fantasia nel corpo di un gigante di 192 centimetri e per di più con il cognome che termina in "ovic"? Roba già vista. Ma la maglia biancorossa è quella del Twente e non quella dell’Ajax e lui si chiama Marko Arnautovic: segni particolari... Essere l’erede di Zlatan Ibrahimovic. Marko Arnautovic nasce a Vienna il 19 aprile 1989 da madre austriaca e padre serbo; il suo sogno, così come quello del fratello più grande Daniel, è ben chiaro dai primi passi mossi da solo: diventare uno dei calciatori più forti del mondo, come promette a sua madre all’età di... 5 anni! Il suo treno dei desideri parte proprio dal suo quartiere, Floridsdorf, come capita a tanti ragazzini in tutto il mondo: nel 1995 entra così a far parte delle giovanili del Floridsdorfer AC, una delle squadre della capitale austriaca. Con la maglia biancazzurra, il piccolo Marko incanta tutti gli osservatori delle squadre della prima divisione austrica: nell’estate del 1998, le prime offerte iniziano ad arrivare sul tavolo dei dirigenti della squadra. Proprio nel 1998, Arnautovic si reca in vacanza con tutta la famiglia in Grecia: una vacanza che Marko obbliga però a trascorrere davanti alla tv gli altri, per seguire il Mondiale di Francia. Guardando Ronaldo, Suker, Zidane e Mijatovic, i suoi quattro idoli di allora, l’allora bambino di 9 anni decise: "Diventerò bravo come loro". E l’occasione per continuare la sua scalata gliela offre l’Austria Wien, che lo acquista e lo inserisce nel suo vivaio: qui Marko completerà la sua formazione tecnica fino al 2003, fatto eccezione per un anno di presto al First Wien FC. Le qualità che mostra quel ragazzo, già fisicamente molto sviluppato rispetto ai compagni, sono davanti agli occhi di tutti, ma la smania di emergere ed il carattere particolare gli fanno continuare il suo girovagare: Rapid Wien un anno, poi addirittura il ritorno al Floridsdorfer AC, quasi una bocciatura totale, nel 2005. Ma quella che poteva diventare la parola fine del sogno di Arnautovic, rappresenta invece il trampolino di lancio definitivo: a suon di suoi gol, la piccola squadra vince il campionato giovanile tra il clamore degli addetti ai lavori di tutta Europa. E’ nata una stella. Tanti club si interessano a quel bomber che fisicamente e non solo, ha una somiglianza illustre, quella con la stella della nazionale svedese e (all’epoca) della Juventus, Zlatan Ibrahimovic: la volata la vince l’FC Twente, una società molto attenta ai giovani di tutto il mondo e dal florido settore giovanile. 18 gol in 23 presenze nell’FC Twente/Heracles A1, l’equivalente della squadra "Allievi" in Italia, 12 presenze e 3 gol con lo Jong FC Twente, la "Primavera" in cui contemporaneamente milita: numeri straordinari, considerando che Marko trascina entrambi entrambe le squadre alla vittoria, assicurandosi anche il premio di sponsorizzazione che la Nike, patner dei tornei, mette in palio per il miglior giocatore. 192 centimetri per 83, Arnautovic salta all’occhio per il suo fisico "da corazziere": longilineo e ben attrezzato muscolarmente, lascerà delusi (per modo di dire) chi si aspetta un semplice centravanti di peso. Marko infatti è abbastanza agile e rapido, ma ciò che è la sua forza è sicuramente lo straordinario bagaglio tecnico in suo possesso: destro naturale (il sinistro, seppur non scadente, è un aspetto potenziabile), è capace di meraviglie con la palla al piede, sfoggiando anche tricks come l’ "elastico" alla Ronaldinho, degne di un brevilineo sudamericano. Inevitabile dunque, anche per le origini slave e per i lineamenti marcati, ripensare a Zlatan Ibrahimovic, giocatore paradigma per analizzare Arnautovic: più che all’attuale (e ventisettenne) Ibra, Marko dovrebbe essere paragonato allo splendido quanto acerbo talento visto al Malmoe, o se vogliamo nei primi mesi all’Ajax. A costo di essere eretici quanto dissacranti infatti, non esageriamo deliniando per questo giocatore una carriera di prospettive maggior di quelle dell’interista, se su di lui verrà fatto un lavoro in allenamento che forse sul bosniaco è parzialmente venuto meno. Se le qualità fisiche sono pressochè identiche e quelle atletiche fanno di Arnautovic un giocatore ancor più rapido di Ibra in progressione, capitolo a parte merita la parte tecnica e soprattutto tattica: così come i piedi dell’austriaco sembrano essere addirittura più dolci di quelle del numero 8 nerazzurro, interessante è la disamina del ruolo del talento viennese, proprio nel parallelo con il suo alterego Ibra. Quello che sembra essere il cruccio attuale, ad esempio, di Josè Mourinho, potrebbe essere in futuro il vanto di Arnautovic: per dirlo in parole povere, Marko, se vorrà tener fede alle sue promesse di infanzia, dovrà diventare... Tutto ciò che Zlatan non è riuscito a diventare. Il ruolo naturale di questo ragazzo infatti sembra quello del centravanti, come dimostrano i numeri nel settore giovanile: il senso del gol, col passare delle partite, sta salendo a galla prepotentemente anche a discapito del ruolo di esterno destro di un tridente a tre in cui è stato confinato nel Twente. Solo lavorando tantissimo sull’aspetto finalizzazione negli ultimi 10 metri, cosa che Ibra ha fatto poco da giovane (e da questo dipende l’impaccio nel fare la punta di riferimento), Arnautovic potrebbe davvero diventare clamorosamente perfetto: il rischio di avere tra le mani dei doni straordinari (tecnici e fisici) della natura e buttarli via, diversamente, sarebbe elevato. Il carattere da leader, la personalità innata del vincente e la determinazione dovranno essere le leve su cui puntare per questa crescita, che sta gradualmente trovando riscontro in campo: dopo l’esordio in prima squadra nell’aprile 2007 (a 18 anni da compiere solo pochi giorni dopo) e 2 presenze da subentrato nella stagione 2006/07, l’anno successivo ha significato la vera esplosione. 21 gol in 24 presenze in primavera, ma soprattutto 16 presenze in prima squadra di cui una in coppa Uefa, e la partecipazione, seppur da comprimario, alla straordinaria stagione della squadra di Enschede, giunta fino al preliminare di Champions battendo l’Ajax di Huntelaar. La stagione in corso è destinata però a diventare quella della consacrazione: partito da titolare sin dalla prima gara stagionale, ovvero l’andata dei preliminari di Champions contro l’Arsenal (in cui ha stupido con il suo "elastico" ai danni di Ramsey), il numero 21 ha conquistato un posto fisso nel 4-3-3 di Steve McClaren, mettendo a segno 3 gol e molti assist, proponendosi come il talento più eclatante della Eredivisie. Come già detto, nel tridente offensivo ricopre al momento il ruolo di esterno desto, opposto all’interessante under21 olandese Elia, e di spalla a Blaise N’Kufo: il congolese di passaporto svizzero sembra al momento il vero ostacolo per l’esplosione definitiva del talento di Arnautovic nel ruolo di centravanti, un po’ come lo è stato per Derdiyok nella nazionale elvetica. L’età non più verdissima dell’ex Mainz e Hannover (33enne), potrebbe però essere un vantaggio per Marko... Ammesso che rimanga ad Enschede ancora a lungo. Nonostante la giovane età ed un contratto fino al 2011, già quest’estate sono arrivate le prime richieste, addirittura con offerte da 6.5 milioni di euro, per il suo straordinario talento: al Feyenoord, autore della proposte, è stato dato un secco "no", ma difficilmente la società del Grolsch Veste potrà fare lo stesso con le future pretendenti, provenienti da Premier League (Arsenal in primissima fila, come sempre) e Liga Spagnola. Nel frattempo, il 6 ottobre 2008, è arrivata anche la prima chiamata e l’esordio con la Nazionale austriaca, dopo che il tecnico Karel Bruckner lo aveva studiato per diverse settimane tramite decine di dvd: vista la carenza di talento nel reparto della squadra di casa all’ultimo Europeo, avrebbe fatto bene a pensarci prima anche il suo predecessore, Hichersberger. Il futuro sarà di Arnautovic: se qualche dirigente juventino rimpiange ancora di aver dovuto cedere Ibra, o Adriano Galliani vorrà mettere fine al suo ormai pubblico tormento di non aver portato lo svedese a Milanello, hanno un’occasione ghiotta... Perchè errare è umano, sì, ma perseverare è diabolico. dal sito: tuttomercatoweb.com COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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