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Thursday, January 29, 2009 - ore 18:51
sancio panza....
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Vi trascrivo cio’ che ha detto Di Pietro ieri a Roma all’incontro
organizzato dall’Associazione nazionale familiari vittime di mafia.
Dovremmo renderci conto come considerano chi in qualche modo vuole
protestare.
L’appello a Napolitano.
Signor Presidente, lo sa che questa mattina si sta cercando, ancora
una volta, di farci lo scherzetto che è stato fatto a Piazza Navona?
Credo che in una civile piazza dei cittadini italiani abbiano il
diritto di manifestare. Si può non essere d’accordo su quanto abbiamo
fatto e su quanto stiamo facendo, ma è un nostro diritto, garantito
dalla Costituzione, poter dire che quello che fanno determinate persone
non ci convince? Ci possiamo permettere, signor Presidente della
Repubblica, di accogliere in questa piazza anche qualcuno di noi che
non è d’accordo su alcuni suoi silenzi? Possiamo permettercelo o no? O siamo degli eversori? Siamo dei cittadini normali che ci permettiamo di dire a lei, signor Presidente della Repubblica, che dovrebbe essere
l’arbitro, che a volte il suo giudizio ci pare poco da arbitro e poco
da terzo. Lo possiamo dire o no? Noi la rispettiamo, abbiamo il senso
delle istituzioni, vogliamo essere tranquilli. Oggi, un cittadino ha
messo un manifesto, uno striscione, dove senza offendere nessuno dice
“Napolitano dorme, l’Italia insorge”. Perché lo hanno sequestrato? Chi
ha ordinato di sequestrare questo manifesto? Perché non c’è possibilità di manifestare senza bastoni, senza nulla?
Stiamo semplicemente dicendo che non siamo d’accordo
sul fatto che si lasci passare il lodo Alfano, che non siamo d’accordo sul fatto che si criminalizzino le persone che fanno il loro dovere, che non siamo d’accordo sull’oblio che hanno le istituzioni nei confronti di questi familiari delle vittime, che non siamo d’accordo nel vedere terroristi che vanno a fare gli insegnanti e informare a loro modo le cose, che fanno i saputoni e poi vediamo le vittime del terrorismo e della mafia che vengono dimenticate e abbandonate a se stesse.
Lo possiamo dire o no?
Rispettosamente, ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un’altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché
non vogliamo rimanere in silenzio.
Noi ribadiamo che c’è necessità di una nuova legge elettorale cheridia in mano ai cittadini la possibilità di scegliersi i propri
dipendenti.
- Vogliamo una legge che risolva il conflitto d’interessi.
- Vogliamo al più presto una legge che preveda la non candidabilità delle
persone condannate,
- una legge che preveda l’impossibilità di assumere
incarichi di governo, locale e centrale, di persone rinviate a
giudizio.
- Vogliamo una legge che non preveda più la possibilità a
quelle imprese, di cui imprenditori sono stati condannati, di
partecipare a gare e ad appalti della pubblica amministrazione.
- Si deve sapere che quando c’è un Romeo preso con le mani nel sacco una prima volta, non ci può essere una seconda volta, e per non esserci c’è bisogno di stabilire delle regole.
Tutto queste cose noi chiediamo alle istituzioni, e per queste cose
ci appelliamo a lei signor Capo dello Stato, lo faccia un discorso
coraggioso, dica che devono andare fuori dal tempio i mercanti, dica
che devono andare fuori dal Parlamento i condannati, lo dica e noi
l’approveremo e troverà striscioni diversi. Non si lamenti se poi
qualcuno vede nel silenzio un accondiscendenza.
E’ tempo di far sentire sempre di più la propria voce, nel Parlamento
e nelle istituzioni, dove possiamo .
Ma sa, là ci considerano eversori perché vogliamo che la legge funzioni. Si sono invertiti i termini del gioco.
Vogliamo essere sempre più presenti, nelle piazze e nelle città, da
Piazza Navona a Piazza Farnese, di piazza in piazza, questa primavera,
subito dopo che saranno finite le scaramucce elettorali (perché non
vogliamo essere accusati che lo facciamo per fini elettorali) metteremo
in piedi un altro grappolo di referendum, perché vogliamo contribuire
attraverso i referendum il risveglio della coscienza civica dei
cittadini, di non lasciarli nell’oblio delle veline, che come nuovo
olio di ricino addormentano le coscienze. Noi cominceremo quindi subito e a quegli amici, agli amici di Ponzio Pilato, quando ci diranno che non raggiungeremo il quorum, diremo:
“Zitto ragazzo, zitto che siamo in
mezzo al mare, è inutile che dici che non raggiungiamo la riva. Nuota
in questo mare e cerca di portare l’Italia in una democrazia
migliore”."
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