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Thursday, February 05, 2009 - ore 17:05
Tesi di dottorato 1
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non potete immaginare la frustrazione e la noia che sto provando in questi giorni a buttar giù i risultati. Una palla micidiale senza paragoni. Allora per avere una visione di insieme del lavoro ( che son 3 anni, mica caramelle eh! ) ho deciso di scrivere un riassunto semiserio per avere una traccia da seguire.
Cioè..invece di scrivere seriamente e analizzare i dati ... ho scritto questo ( parte prima )
N.B. E’ una cosa tediosa e pallosa da leggere, serve solo da promemoria per me e per riderci su tra qualche tempo
Bene..tutto è cominciato con la caratterizzazione delle maledette resine VE, resine a base DGEBA in cui il gruoppo terminale epossidico è stato fatto reagire con acido metacrilico così da avere dei gruppi terminali con doppi legami. I doppi legami servono perché si possono polimerizzare per via radicalica e ciò è cosa molto utile. Le odio, e non ne posso più di vedere i loro stupidi spettri NMR..e ne ho visti una marea perché quelle che ho studiate sono 3, con diversi gradi polimerizzazione e quindi diverse caratteristiche di viscosità ecc.
Per motivi che personalmente reputo insulsi e inutili e tediosi le ho dovute caratterizzare tutte e tre frazionandole con la GPC semipreparativa e poi ho dovuto caratterizzare ogni singola frazione con NMR e GPC analitica… Una rottura senza uguali, un lavoro noioso che tutt’ora ritengo inutile e che mi ha letteralmente fatto disamorare del progetto dottorato. Mi ha letteralmente succhiato via l’entusiasmo e la voglia di fare. Comunque, ho raccolta decine di spettri NMR e di cromatogrammi, ho lavato decine di provette. In definitiva abbiamo trovato che le resine sono frazionabili in frazioni monodisperse, che la funzionalità media è superiore a due, quindi trattasi di molecole ramificate. All’aumento del grado di polimerizzazione non corrisponde un aumento della funzionalità : la ramificazione si verifica all’inizio della sintesi e poi le macromolecole crescono a stella . E c’è da dire che XXX ci è rimasto parecchio male perché lui si era fatto un’idea completamente differente, diceva che erano reticolate e cose simili. Io gli davo ancora retta a quel tempo..sì credevo che mi desse degli spunti, credevo nell’opportunità che mi dava.
Ma non divaghiamo giusto?
Fatta la caratterizzazione, anche grazie a Elena mia laureanda nel 2007/2008, è arrivato il momento delle reazioni di modifica chimica. Un’altra rottura di palle cosmica. Veramente la modifica l’abbiamo iniziata in contemporanea con la caratterizzazione, ma prima di riuscire a titolare i gruppi ossidrilici che era l’unica cosa veramente utile da fare. Sulla modifica di quelle stupide resine non c’era niente di niente in letteratura. E già questo avrebbe dovuto insospettirmi perché poteva voler dire due cose :
1. poteva essere un’idea assolutamente nuova e innovativa tanto che nessuno l’aveva ancora provata
2. poteva essere una cosa, non dico inutile, ma priva di qualsiasi interesse nel campo della ricerca
naturalmente si trattava della seconda eventualità. E poi ho trovato che l’idea di SCP veniva da un libro degli anni ’80… quindi..
Comunque ho proceduto in maniera dilettantistica e seguendo le fumose indicazioni a fare questo lavoro assurdo. L’unico suo suggerimento utile è stata l’indicazione sul catalizzatore di transesterificazione, e comunque non era farina del suo sacco perché se l’era fatto suggerire da un prof. di chimica organica.
to be continued...
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