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Sunday, February 08, 2009 - ore 02:10 Marco Lupoi Davanti al dramma immenso di Eluana Englaro e di suo padre mi sento umile, ma umiliato davanti allarroganza del potere, di un governo succube del Vaticano e dei suoi giochi di palazzo, pronto a dannare ancora di più le vite dei dannati, a giocare con il dolore, con la vita e la morte, con la disperazione e la speranza. Ma questo potere, al signor Berlusconi, a questo parvenza di primo ministro che ci siamo scelti come presidente del consiglio, non lha dato nessuno. Siamo ancora liberi di vivere e morire, di amare ed essere amati, di scegliere e decidere. Emanare un decreto che annulla una decisione definitiva della magistratura è uno schiaffo alla Costituzione, alla separazione dei poteri, allarchitettura stessa del nostro stato. Ma aldilà delle implicazioni politiche, è inconcepibile, scandaloso, inaccettabile, il fatto che il potere imponga la non-vita forzosa, violenti le decisioni compiute nel dolore, dica persino "ma Eluana può avere dei figli" (e come, signor Presidente del Consiglio, con linseminazione artificiale, o con uno stupro autorizzato per decreto, magari?). Possiamo respirare forzosamente con dei respiratori, essere nutriti forzosamente con dei sondini, il nostro cuore può essere fatto battere artificialmente. Il giorno che inventeranno una macchina per tenere acceso il nostro cervello, magari con i pensieri automatici a loop scritti su di un nastro, saremo la perfetta macchina biologica, immortale e senza coscienza, il perfetto suddito, la perfetta carne da cannone. Ma siamo più di questo, signor Berlusconi, siamo corpo e anima, siamo pensiero e coscienza e amore e coraggio e sacrificio e dolore. Siamo lultimo addio a chi amiamo più di ogni altra cosa, siamo coloro che stringono forte una mano, ma la sanno lasciare libera. Libera di abbandonare questo mondo, questa crudeltà, questo indicibile orrore, per unirsi a quello che cè al di là della vita, che sia un nulla o un paradiso, non importa. Ma comunque un qualcosa diverso dal limbo della non-vita, uno stato che la vita merita, uno stato che dà il senso stesso alla vita, uno stato che lei, signor Berlusconi, non ha il diritto di negare a nessuno. LEGGI I COMMENTI (1) PERMALINK |
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