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Telete, 41 anni
spritzina di Padova (provincia)
CHE FACCIO? Azzeccagarbugli
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STO LEGGENDO
LiBRi VaRi eD eVeNTuaLi, seguendo l’estro o l’emozione del momento
HO VISTO
- la mia
vita trovare un suo proprio
equilibrio- la
serenità far capolino, finalmente, nei miei giorni...e la serenità ha un nome ed un volto
STO ASCOLTANDO
Il sommesso
brusio dei miei
pensieri...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Uno
stile tutto mio, che pienamente mi rappresenta,
mischiando dal dark al bon ton, per
piacermi sempre e comunque!
ORA VORREI TANTO...
- che il mio
futuro si
concretizzasse in
tempi brevi- un
Moscow Mule- un paio di
Manolos
STO STUDIANDO...
Me stessa...perché il
mio io è unincognita che mi porta sempre a rimescolare il
caos che ho dentro di me.
OGGI IL MIO UMORE E'...
Imperscrutabile
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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Tuesday, February 10, 2009 - ore 15:14
LA SPEZZATURA
(categoria: " Riflessioni ")
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Baldassarre Castiglione (1478-1529) ha scritto che l’unico rimedio contro la “disgrazia della affettazione” consiste in ”usar in ogni cosa una certa spezzatura, che nasconda l’arte e dimostri ciò che si fa e dice venir fatto senza fatica e quasi senza pensarvi”, perché da questo deriva la “grazia”, con la decisiva conseguenza che: “si po dir quella esser vera arte che non pare esser arte; né più in altro si ha da poner studio, che nel nasconderla”.
La spezzatura è appunto l’arte di celare l’arte, l’artifizio di dissimulare la simulazione, il far comparire la grazia ma non lo sforzo che l’ha prodotta: la grazia deve diventare come una seconda natura in chi non la possiede innatamente. Essa è quindi frutto di calcolo e di simulazione, ma ciononostante deve apparire come se fosse una dote naturale.
Castiglione nel trattato Il Cortegiano, pubblicato nel 1528, disegna l’ideale figura del gentiluomo di una corte rinascimentale (nobile di stirpe, vigoroso, esperto delle armi, musico, amante delle arti figurative, capace di comporre versi, arguto nella conversazione: tutto il suo comportamento doveva dare un’impressione di grazia e eleganza): è fondamentale, per l’autore, ben capire e valutare chi ci si trova di fronte, ponderare le parole e i comportamenti... “consideri ben che cosa è quella che egli fa o dice e ’l loco dove la fa, in presenzia di cui, a che tempo, la causa perché la fa, la età sua, la professione, il fine dove tende e i mezzi che a quello condur lo possono; e così con queste avvertenzie s’accommodi discretamente a tutto quello che fare o dir vole”...
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In queste righe ritrovo le regole fondamentali del vivere civile, inteso come vita in armonia con gli altri, che ormai sembrano essere sconosciute alla maggioranza: sempre più noto la totale ed assoluta mancanza di
rispetto e
ponderatezza della gente nei confronti del pensiero e della condotta altrui. Si tende sempre più ad
assolutizzare, considerando il
relativismo peggio di un peccato capitale... Il mondo va sempre più alla
deriva e poche inutili convinzioni personali vengono viste come l’unica possibile ancora di
salvezza... Non ci si può sempre comportare in maniera impeccabile e cortese, ma si può tentare di fare del proprio meglio, mantenendo salde le proprie convinzioni... questo sarebbe
un bel vivere!
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