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mercoledì 11 febbraio 2009 - ore 23:06
Working on a dream
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quando sento montarmi dentro il demone del gioco d’azzardo è il segnale: qualcosa sta per accedere, attento alla scelta della tua strada.
Ieri il demone mi diceva di giocare al lotto alcuni numeri la cui provenienza non posso rivelare (il demone me lo proibisce). Timbro il cartellino schiumando in cerca di una ricevitoria. Ma the wind of changes mi porta in un’edicolé dove al massimo ci sono i gratta e vinci.
Ne compro due. Gratto, e vinco. Gratto e vinco ancora. It’s a signal.
Ritimbro il cartellino. Lavoro come se niente fosse, mi guardo in giro per vedere se il demone c’è ancora. Qualche ora dopo ritimbro, e la Golf, dopo uno sterrato che mi porta in un corral, si ferma davanti alla ricevitoria di un misterioso figuro coi capelli lunghi e un occhio di vetro che ride a crepapelle quando vede me, il demone e il foglietto con quei dirty fucking numbers, che vomito sulla schedina quasi fossero un’urgenza immane che viene dalle viscere.
Il figuro ride coi suoi denti marci mentre mi allontano, ma è chiaro che non sa un cazzo, nonostante la sua figura in molte storie funga da sinistro presagio.
Anche perché io torno a casa, getto via la borsa di lavoro, faccio dare un bacino alla schedina dal piccolo (i piccoli portano fortuna), e come per magia due di quei numeri escono (il mio anno di nascita, la sua età).
Chi vuole uno spritz?
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