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Thursday, February 12, 2009 - ore 10:27
CESSOCIECODELLUFFICIO
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non che ci sia molto da dire.
E non vorrei aver creato troppe aspettative in merito.
In fondo non è altro che una minuta stanzetta, un fazzoletto di pavimento con 4 mura che si soffocano a vicenda.
Questo cessetto è addirittura formato da 2 "stanze".
Se per stanze intendiamo uno sgabuzzino semidiviso in due.
Nellanticesso, a sinistra, uno scaffale.
In basso i prodotti per la pulizia della signora delle pulizie.
Cioè, non le cose che lei usa per la sua igiene personale e non troppo quotidiana, ma i prodotti che lei usa non troppo bene per la scarsa igiene del bagno stesso e del nostro ufficio.
Tra cui un deodorante per lambiente alla lavanda che io ho ifnito e non ho bisogno di spiegarvi come e perché.
Non è mai più stato comprato, quella bomboletta giace vuota nello scatolone e ciò fa dunque pensare che la donna in questione (la signora delle scarse pulizie, non io) non labbia mai usato.
Poi ci sono altri prodotti molto chimici e tossici che io ogni tanto uso per sopperire allo scarso lavoro della donna di cui sopra.
Negli altri alti scaffali sono stipati nellordine:
N. 1 scatoloni di pangoccioli chiuso con delle cartelline sopra.
Giuro che se un giorno scopro che quello scatolone contiene davvero pangoccioli mi chiudo in cesso e non esco finché non li ho finiti tutti.
N. n faldoni con la scrittura di ivano titolati tipo "fatture ivano" "tasse mamma" "cose che servono a ivano" e cose così.
Oh qui arriva il pezzo forte:
il cesso stesso medesimo.
In questa stanzetta, leggermente più grande della precedente, abbiamo il cesso vero e proprio.
Nel senso che è proprio un cesso, non un bagno.
Almeno non puzza.
Sì.
Cioè.
Non se qualcuno non ci fa la numero 2.
In quel caso è un dramma a causa della cecità del suddetto (del suddetto cesso, non di quello che ci fa la numero 2) e dello spray alla lavanda che è finito.
Abbiamo lo scatolone del mio PC sulla sinistra accanto al lavandino e sotto il porta rotolo di carta per asciugarsi le mani.
Di chi se le lava dopo aver fatto pipì, e mi pare daver capito che sono pressapoco lunica.
Sopra questo scatolone ci sono le confezioni di carta igienica che ivano compra.
Io una volta ho ordinato 24 rotoli mi pare, quando ho fatto un ordine di cancelleria.
Poi ogni settimana spariva una fila da 8 al colpo.
E a mano a mano sono sparite anche le ricariche di sapone neutro roberts.
Ora io dubito che i miei capi abbiano bisogno di derubarsi da soli della loro proprietà.
Io a casa cartadaculo e sapone ne ho in quantità elevate.
Ergo...
Ma vabbè.
Sopra il lavandino cè un mobiletto di plastica bianco.
Senza lanta.
Con la lampadina a penzoloni, a mo di "peggior bar di caracas".
Quindi quando entri in bagno e accendi la luce non devi assolutamente guardare il mobiletto altrimenti diventi cieco come il bagno.
Fino a poco tempo fa in uno scaffalino cera una confezione di EN GOCCE.
Ora non cè più.
Forse la signora delle pulizie aveva bisogon anche di quello.
E infine la tazza.
Che per carità, non mi posso lamentare.
Posso sedermi senza il timore di prendere le piattole o contrarre qualche malattia venerea.
Poi cè lo scopettino che credo risalga al medioevo, e quelle rare volte che ho dovuto usarlo...
Guardavo da unaltra parte.
Ma nella vita ciò che non uccide rinforza.
E poi niente, il cestino in cui si butta la carta.
Non igienica dopo che hai fatto pipì o hai estruso, solo per la carta delle mani.
E per gli assorbenti che io mimetizzo avvolgendoli nella carta da mani.
Eh.
Ecco le piastelle sono indecisa se sono color cartadazzucchero o ceruleo.
Comunque color soffocante, date anche le dimensioni della stanza.
Stanzetta.
Stanzettina.
E poi hanno degli strani aloni.
E una volta ho ucciso uno scarrafone ed è rimasto nellangolo per 2 settimane.
Ecco insomma.
Questa, bambini, è la storia del cessociecodellufficio.
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