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Tuesday, February 17, 2009 - ore 16:46


Partito Democratico del BlaBlaBla
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Come dice il buon vecchio Beppe Grillo il PD-L è solo la brutta copia del PDL, alias la P2m (partito delle manette mancate), e come tale ci dimostra di comportarsi:

Predicano bene (e poi non molto)e razzolano male...
eccone la dimostrazione



Il Partito Democratico, nel suo statuto, impone le elezioni primarie come scelta del candidato a qualsiasi tipo di carica monocratica. Come ad esempio il sindaco di una città, nel nostro caso Bologna. La norma è molto lodevole se si considera che nessuno statuto di qualsiasi partito, in Italia, presenta una regola simile.
Ma le primarie del PDa Bologna sono state alquanto strane, forse non molto in linea con le regole generali di svolgimento di questo preziosissimo strumento democratico. I “candidandi” a sindaco che si sono presentati alle primarie erano Virginio Merola, Maurizio Cevenini, Andrea Forlani e Flavio Delbono.
Innanzitutto, bisogna cominciare col dire che diverse associazioni bolognesi vicine al centrosinistra, come ad esempio l’associazione Unirsi, avevano sollecitato il PD la promozione di un unico turno di primarie di coalizione. Anche la giornalista Milena Gabanelli, con una lettera aperta pubblicata su tutti i quotidiani locali, aveva proposto e sostenuto questa iniziativa affinché si effettuassero quelle che lei definiva “primarie aperte”. Far scegliere i candidati ai delegati di partito - scriveva - crea “sfiducia ed indifferenza”; bisognerebbe dare la possibilità di candidarsi a tutti i cittadini “che si riconoscono nel progetto del Pd e pensano di poter contribuire al rinnovamento della città”.
E questa sarebbe stata, sotto molti punti di vista, un atto di grandissima partecipazione attiva e veramente democratica. Ma, ovviamente, tutto ciò non fu preso minimamente in considerazione. Per misteriosi motivi politici o forse (e questa potrebbe essere l’ipotesi più plausibile) per rispettare direttive e piani già prestabiliti. Inoltre, i vertici bolognesi del PD avevano espresso un notevole malcontento anche riguardo ad alcune candidature, come ad esempio quella di Andrea Forlani, il quale si proponeva di raccogliere tutti gli elettori ormai stanchi dell’amministrazione Cofferati.

Quando però il “sindaco sceriffo” decise di non presentare la sua candidatura una seconda volta, invece che tener conto delle innumerevoli proposte di “primarie alternative” o di serio cambiamento all’interno del Partito Democratico, venne presentata come per magia la candidatura di Flavio Delbono, il pre-scelto che avrebbe guidato il Partito Democratico alle elezioni. La scelta fu subito molto sospetta, soprattutto per il fatto che tutto l’apparato si schierò nettamente a favore di Delbono, sindaco uscente compreso.

Non bisogna poi tralasciare che per fissare la data delle primarie, non ritennero nemmeno opportuno convocare l’assemblea di partito. Insomma, uno statuto c’è ma in pochi lo rispettano.

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