
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Saturday, February 21, 2009 - ore 16:10
Negozismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ebbene sì, sono una piattola malinconica, paranoica e polemica e mi lamento, e mi lamento sempre.

Ogni tanto c’ho i tiri di matto.
Tipo che risparmio per mesi e mesi tirando la cinghia in maniera quasi esagerata, e non spendo una lira che sia una in cose futili e frivole. E poi, in una sola mattina, spendo 36 euro.
Che, fondamentalmente, non ho.
La mia recondita femminilità esulta in questo sussulto di autoaffermazione, ma il mio bancomat mi fa il gesto dell’ombrello gridando e strombazzando
“Fregata! Fregata!!” come se per lui fosse una vittoria. Ciccio, non hai capito, ci rimettiamo tutti e due quando ho le crisi d’identità.
Stamattina ho capito che avevo bisogno di calzini. I miei, come dice la mamma che la sa ben lunga,
“xe tutti fruai”. Mi sono dunque rivolta al mio fornitore privilegiato, ovvero il mercato settimanale di piazzale Burchiellati, a Treviso. Bicicletta, bancarella, signora poco socievole, gente che spinge, tre paia 5 euro, carini, righe arcobaleno che mettono allegria nel grigiore invernale. Perfetto, niente di meglio. Cinque euro per dare il cambio al mio coloratissimo cassetto dei calzini.

Il problema, in realtà, è che ci ho preso gusto, funziona così, tre due uno via. Sono femmina dentro e fuori, inutile che mi si accusi di mascolinità e di sciatteria. Sì, per carità, è pur vero che sono l’unica quasi 28enne che gira ancora in jeans e scarpe da ginnastica quando esce la sera, ma capitemi, ho le mie ragioni.
Questo deludente e patetico preludio vuole introdurre le spese davvero inutili di stamattina: una cinturina viola che dai, costava una monata, non si poteva lasciarla lì, metti che mi serve; un paio di jeans corti corti, simpatici da mettere anche con calza e stivali, ma che potrebbero andare daddio quest’estate, col caldo che farà; e un vestito viola vinaccia, che non mi sta proprio a meraviglia, ma è elegante, sobrio e simpatico, e l’ho preso di una taglia in più così non mi segna troppo le curve, che ridi e scherza ne ho in abbondanza – di curve. Alla fine ho preso cintura M, pantaloni S e vestito L. E in tutto questo devo ancora capire che cazzo di taglia ho.


E soprattutto come ho potuto spendere trentun euro per tre capi tre, che non mi servivano. Non dico i calzini, che ho speso cinque euro per tre paia. Ma per pantaloni (10), vestito (15) e cintura (6) ho buttato al vento quello che da mesi cercavo di trattenere in attesa di tempi migliori.
Mentre mi lanciavo nello shopping mi sentivo una principessa realizzata. Uscita dal negozio, e intendo appena uscita dalla porta del negozio, sono precipitata nella Fossa delle Marianne della disperazione. Evviva la coerenza.
Ma il vestito è carino, e secondo me una volta me lo metto pure. Prometto. Quand’ho gli slanci da signorina so essere proprio signorina.
A 28 anni è un traguardo ragguardevole (mi piaceva l’assonanza).
Scoppio.
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