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Sunday, February 22, 2009 - ore 23:32


Ciao delfino...
(categoria: " Riflessioni ")




E così il mio amico Franco se n’è andato. Il suo cuore ha cessato di battere ieri sera verso le 21:00. Avrebbe compiuto 65 anni venerdì prossimo. Una brutta malattia lo aveva attanagliato alcuni anni fa, ma lui oltre a tenerla segreta, si è rifiutato categoricamente di curarsi. Diceva che temeva di vivere da invalido, un’ affermazione in linea con il suo modo di pensare. Ma certe malattie non perdonano e la sua, ultimamente gli aveva presentato il conto e per questo era ricoverato da poco più di un mese in un centro di terapia del dolore per malati terminali. Gli sono stato vicino il più possibile per poter godere dei suoi ultimi istanti di vita e per questo mi sento di avere avuto un grande ed inestimabile privilegio. grazie al suo unico fratello, Sergio, che fino a poco tempo fa conoscevo di vista e che ora è un mio grande amico, che mi ha accolto come se fossi della famiglia perché ha intuito quanto importante fosse per me stare vicino a Franco.
Franco era testardo e cocciuto nelle sue decisioni e nessuno al mondo sarebbe stato capace di fargliele cambiare, come quella volta che cercai invano di dissuaderlo a vendere la sua mitica Fender Jaguar, con la quale suonò gran parte dei successi dei Delfini. Ma chi ha avuto il piacere di conoscerlo, sa che egli era una persona mite, gentile e sensibile: quando ebbe notizia del mio infortunio alla mano, si emozionò tantissimo da chiamarmi quasi tutti i giorni per tutta l’estate per sapere come progrediva la guarigione e soprattutto per rincuorarmi, che presto sarei tornato a suonare come prima, ed è ciò che sta succedendo. Ora, quando mi guarderò la mano, non posso fare a meno di pensare a lui, di quanto mi sia stato vicino in un momento così drammatico della mia vita. Provo amarezza e rammarico, essermi trovato impotente di fronte al suo di dramma, quasi una sorta di debito nei suoi confronti. In questi 30 giorni che ho passato con Franco, si parlava di musica, di Beatles, di Shadows, ed era contento sapere che avevo ripreso alla grande con la chitarra. Mi disse che aveva una voglia pazza di farsi una suonata e che presto la farà assieme a John Lennon. Ma fu vinto dall’angoscia perché aveva realizzato ciò che lo aspettava e gli ultimi dieci giorni, i medici in accordo, decisero che era meglio tenerlo sedato. Nonostante Franco dormisse continuamente, passavo ugualmente a trovarlo perché non mi sentivo di lasciarlo. Rimanevo a conversare con il fratello Sergio, su come Franco ha vissuto la sua vita ed eravamo d’accordo nel dire che egli ha avuto l’opportunità di viverla come meglio ha creduto, e cioè tutta incentrata sulle sue due passioni principali, la musica e le donne. Adesso riposa in pace caro delfino Franco, hai voluto compiere il tuo ultimo guizzo verso un’altra vita, forse anche migliore di questa, chissà … Mancherai a tutti e io non ti dimenticherò mai.






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