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Sunday, March 01, 2009 - ore 18:04
Matrioska
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non lo so se vi capita mai di percepire la vostra vita come una serie di "vite" o di fasi una dentro l’altra come le famose bamboline russe. A me capita spesso..e non so se dipenda dal fatto che in effetti al mia vita fino adesso è tagliata a fette come una torta e a ciascuna fetta corrisponde un luogo in cui ho vissuto e il relativo periodo.. E’ tipico che io inizi un discorso dicendo "quando abitavo a Ravenna..." oppure "quando abitavo a Foggia.." e così via.. E davvero a volte mi sembra che quella che ha fatto le scuole elementari in un paesetto sperduto della provincia di Potenza dove si erano andati a cacciare i miei genitori quando avevo neanche 3 anni, sia un’altra persona..tanto il ricordo e il luogo sono lontani adesso.. Ed è così diffcile tenere tutto insieme.
Mio padre sostiene che dobbiamo essere contenti di avere avuto una vita così..perchè abbiamo vissuto realtà diverse, conosciuto tante persone e secondo lui questo non può che averci reso persone migliori...certo non siamo provinciali, certo mi riesce relativamente facile interfacciarmi con le persone più varie..
Ma io non credo di essere sata fortunata. L’ho creduto fino a un certo periodo.. Poi è emersa sempre di più la consapevolezza di non sentirmi realmente parte di una comunità, di un paese..persino di una parrocchia (anche se non sono per niente religiosa). Mi rendo conto che la sola cosa per cui mi capita di invidiare qualcuno sono le "radici", l’essere originari di un posto, poter dire "io sono di xxx".
Me ne sono resa conto un a notte. Nel 2000, ci eravamo trasferiti a S.Giovanni in Persiceto da pochi mesi. O meglio si erano trasferiti i miei perchè io da un anno abitavo a Ferrara col mio ragazzo di allora. Beh ero andata a trovare i parents e dormivo nella stanza un po’ impersonale dove avevano messo il mio letto; aveva una gran finestra da cui si vedeva la provinciale che da Persiceto porta a Cento. Io mi sono svegliata all’improvviso, in piena notte, era buio ma si vedeva benissimo fuori per via dei lampioni e dei fari delle macchine... c’era nebbia.. Mi sono svegliata con una senso di ansia e vuoto insieme.. ho guardato il soffitto, poi fuori e mi sono sentita in mezzo al niente. assolutamente, completamente sola, come se non avessi nulla intorno. E non serviva pensare a lui..e all’appartamento di Ferrara. Stavo distesa a guardare in su sentendo il corpo pesantissimo e percependo chiaramente ogni singolo punto di appoggio sul materasso..e poi basta.
Sono diventata consapevole di cosa mi mancava, e di cosa continuerà a mancarmi, perchè da allora non è mai smesso. A volte mi fa sentire nessuno, di rado per fortuna.. Mi fa provare un attaccamento profondo per i luoghi, mi fa rattristare quando vedo una casa vuota, mi fa detestare l’idea di far su le mie cose e traslocare e riabituarmi a una nuova forma della stanza e a un percorso diverso per andare in bagno.
Mi sembra sempre di passare nei luoghi e nelle vite di chi incontro come una specie di meteora che non lascia segno..
Penso che se avrò dei figli, almeno uno...cercherò di fargli sentire che appartiene a un luogo.. Non vorrei davvero che un giorno si sentisse come mi sento io..
Fa un po’ tristezza un post così, ma è terapeutico..già a rileggerlo mi verrà voglia di prendermi un po’ in giro, mi tornerà il sorriso..mi sentirò a posto

20.14
Trenitalia -> Orari e acquisto -> da dove vuoi partire? Adria, Dove vuoi arrivare? Ferrara
8.36 -> 9.09
ho voglia di tornare a casa
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