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martedì 3 marzo 2009 - ore 00:06
Dall’archivio magnetico del signor Alex D.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Con l’incarnato da mocio Vileda, dopo ore di sonno rubato in un treno che mi porta avanti indietro.
Non so da quanti anni fosse, che non la riascoltavo più.
Tu che ti preoccupi per quanto sono vulnerabile nei miei amori viscerali, mentre ti dico che ai Bastardi quasi non ci penso più.
Mentre restiamo a parlare distesi su un letto a chilometri di distanza, che mi ricorda Luca Ombreamare quando scrive di un amore che continua a restare seduto nel sedile davanti della sua macchina, anche se non c’è più.
Ma io ci metto l’esperienza come su un albero di Natale...
E continuo a leggere Camere Separate con una disperazione che mi fa respirare forte, che sembra sopraffare il rumore dei vagoni all’ora di punta.
E poi Fossati, mentre lavo i piatti, e una canzone che avevo quindici anni e il mio primo pseudo ragazzo capelli blu diceva fosse dei La Crus.
Te l’ho mai detto? La costruzione del mio amore mi piace guardarla salire come un grattacielo di cento piani o un girasole...
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