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Thursday, March 05, 2009 - ore 20:32
Shaulismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E così domani se ne va anche lui. Se ne va in silenzio, come se ne era arrivato tanti anni fa. Non lo aspettavo, l’ho trovato lì. Non lo volevo, ma l’ho amato come fosse stato lì da sempre. E domani se ne va in silenzio e nel dolore, perché so già quale sarà la sofferenza della sua assenza. Non tanto per il vuoto che lascerà, quanto per il dolore dell’addio, della separazione, dell’abbandono.
Niente e nessuno prenderà il suo posto.
Sentirò la sua mancanza, e sentirò soprattutto il male del distacco che non volevo, che ci è stato imposto.
Lo sentirò, mentre mi lascia, chiuderò gli occhi per non vedere e lì capirò che il dolore è solo iniziato… Che porterò il segno della sua mancanza per giorni, finché quella cicatrice non si sarà chiusa del tutto. O, almeno, finché non riuscirò a ricominciare a mangiare, a ridere, a parlare come prima.
Mi abbandona. Tutti gli altri se n’erano andati che saranno 7 anni a giugno. Lui è rimasto con me. Lo dicevo a tutti, che gli altri mi avevano lasciata ma lui era rimasto. Invece adesso no, invece me lo portano via. Me lo tolgono, me lo strappano, me lo rubano. Da domani dovrò vivere senza di lui.
Sono spaventatissima: ho una soglia del dolore molto bassa in certi punti del mio corpo.
E poi (anzi, soprattutto) ho una paura folle delle
punture.
Figurati l’anestesia.
Dentista, porca miseria, proprio appena prima del week end??
Se da domani sarò terribilmente pessimista, noiosa, nervosa e acida, saprete perché...
Ecco, questa è l’immagine che mi faceva meno paura. Non digitate mai "dente giudizio", MAI. Vi si presenta una realtà devastante, l’ignoranza è un tripudio in casi come questo.... THE DAY AFTER
ovvero - Il post del post interventoAdesso voglio capire perché i dentisti ti dicono
non parli non parli e poi ti fanno un sacco di domande mentre hanno le mani impegnate all’interno della tua bocca. Che hai anche difficoltà ad esprimere non solo un concetto, ma anche una semplice serie di sillabe.
Certo, la brutta figura l’ho fatta inizialmente io, presentandomi in studio con gli occhi gonfi di pianto, tutti rossi e umidi, che neanche una bambina di cinque anni. Ma che ci volete fare, ho paura, e neanche la telefonata di Marco è riuscita a farmi stare meglio. L’ho avvisato che mi avevano anticipato l’estrazione, da mezzogiorno alle 10.
”Via il dente via il dolore” ha osato dirmi. Ma si può? Si può scherzare su una cosa del genere? Io non ci ho dormito la notte.
E anche loro, e che diamine, i dentisti. Prima mi dici che non devo parlare, non devo muovermi, devo respirare col naso e basta. e poi continui a chiedermi come va. Io ti rispondo con un suono cavernicolo e primitivo, residuo dei miei antenati, e mi dici di non parlare. Allora la volta successiva comunichiamo a leggeri scuotimenti di testa, e mi dici di non muovermi.
E io che cavolo devo fare? Se non ti dico niente ti lamenti che hai bisogno di sapere se va tutto bene, ti rispondi e mi rimproveri. Già c’ho le lacrime pronte all’uscita, mi tratti pure male?
Che roba, quando sono entrata il dottore era preoccupato. Sei tutta bianca, mi ha detto, e hai il viso sudato. Forse è meglio che aspettiamo un po’, rilassati. Roba che credevo che mi avrebbero portato in quattro e quattr’otto un maestro di yoga per fare esercizi di respirazione. Sembrava di essere in uno di quei film americani dove vedi gli esercizi preparto.
Ah, giusto per sputtanarmi un po’. Dopo che hanno finito di cucirmi la gengiva, mi accorgo che ho un braccio informicolato, tutto brulicante, tutto in fibrillazione. Che succede? L’hai tenuto stretto per tutto l’intervento, è normale se fai così, mi dicono, scherzandomi. Ma rimanendo allo stesso tempo crudelmente seri.
Ah, non me n’ero accorta, dico io, dall’alto della mia stupidità. E sorrido. Loro no.
Non ci ho fatto una gran figura, lo ammetto. Ma mi fa un sacco ridere.
Ecco, ho di nuovo trasformato un evento insignificante e noioso in qualcosa da raccontare, e che compiace solo me. Dovrei smetterla di credere che quello che mi succede sia tutto degno di nota.
Ah, e per la serie sono una persona matura.
Mi hanno dato il dente per darlo alla fatina dei denti.
Ho 28 anni.
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