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Monday, March 09, 2009 - ore 22:17 Invertire Пётр Ильи́ч Чайко& Mi precipito in una libreria rossa sulla lentezza trasversale. Chiudo gli occhi su uno strumento afghano-che-neanche-capisco-come-si-chiama. So che un Kunstmarkt può fare a meno di me ma non Gislene. Cerco l’attenzione assente. Soffermarsi, il tentativo, sulla nota della propria voce, prima di ogni lingua. Per non pensare alle immagini, sensibile alle foglie. L’iconoclastia non toglie l’orrore del quartiere. La poesia non salva dall’errore delle sessantenni. Essere portoghesi vuol dire aver perso. Delle colonie io ho la forma di vita, parcheggiata a piedi in piedi dal 1999. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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