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Tuesday, March 17, 2009 - ore 10:16
basta a ciascun giorno il suo affanno
(categoria: " Riflessioni ")
Se il Natale è una festa che non amo in modo particolare la Pasqua invece mi ha sempre coinvolto... anche se non vado in chiesa e non mi ritengo una persona religiosa nel senso stretto del termine. Forse perchè porta in sè lidea del rinnovamento, forse perchè intrisa di speranza o forse perchè coincide con larrivo della mia stagione preferita.
Il mio contratto precedente è scaduto il 31 di gennaio, il nuovo parte dal 1 marzo.. e dunque sono stata un mese senza stipendio, e ieri ho saputo che buona parte delle trattenute della retribuzione che mi spetta graveranno sul primo stipendio. E la cosa mi ha un po depresso, inizialmente.
Cosa centra con la Pasqua? Centra.
In realtà non è stata una tragedia.. ha persino avuto i suoi risvolti positivi visto che non sarei riuscita a lavorare dovendo scrivere la tesi..e dunque mi sarei costantemente sentita in debito.
E poi stamattina, mentre me ne restavo un po di più a letto a guardare il sole e il cielo fuori dalla finestra mi è venuto in mente un passo del vangelo che ho sentito leggere in chiesa decine di volte (sì perchè in chiesa ci sono andata tutte le domeniche per molti anni..) .
26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro?
27 E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere unora sola alla durata della sua vita?
28 E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano;
29 eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro (il brano completo si trova nel vangelo di Matteo 6,25-34)
cosa ne pensate di questo? Anche se non vado in chiesa, non sopporto la quasi totalità dei preti e delle suore, e trovo la Chiesa (quella del benedetto decimosesto) una istituzione nella sua globalità profondamente ipocrita, la lettura del Vangelo non smette mai di stupirmi...e di darmi spunti. Ci ho pensato spesso a questo. Non possiamo vivere come gli uccelli del cielo o i gigli del campo... sarebbe da incoscienti no? Come faremmo? Dunque si tratta di una metafora. he mi insegna ad preoccuparmi un pochino meno del futuro... o forse no?
Intanto è quaresima. E E questo mi porta a un tema che mi è caro: lessenziale. Da tempo provo il desiderio di leggerezza ed essenzialità..di scartare ciò che è pesante e inutile, di liberarmi di preconcetti e ammenniccoli che non mi danno soddisfazione e non mi rendono felice... e mi danno ansia, o quanto meno preoccupazione.
Vorrei essere capace di vivere così :
Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di sé stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.
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