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Monday, July 19, 2004 - ore 13:32
TE XI NA XESTA ROTA!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi sono beccata questa nuova
definizione dalla mamma sabato sera al
telefono! Sembra che le ceste rotte,
qualora non si voglia buttarle, non
trovino una collocazione precisa in
casa, e siano sempre in giro. Accanto a
scheggia impazzita, dovrò forse
aggiungere questa new entry...
Nel fare “a xesta rota”, sabato mi sono
scarrozzata a Venezia un team di
tecnici dell’Arena di Verona in uno dei
Redentori più belli della mia vita!

Siamo arrivati di corsa, i fuochi erano
già iniziati quando non eravamo ancora
a Rialto, per cui in fila indiana
sfrecciammo per Venezia mentre i miei
ospiti (un parmense, una napoletano,
una savonese e una triestina) si
divertivano a urlare:
“ ’ndemo fioi!” o
frasi tipiche venete tipo :
”I ga xugà
el canal!”. Ho cercato di integrare le
loro conoscenze, ma questo è rimasto un
must.
Ci siamo goduti in posizione discreta
un bel po’ di fuochi, belli come
sempre, e abbiamo fraternizzato con una
comitiva di veneti tra cui c’era
un’infiltrata bolognese, coalizzatasi
subito coi miei tecnici, tutti
residenti di Bologna, mentre io mi sono
coalizzata con la compagni di lei per
iniziar battaglia a suon di:
(loro)
“Viva le lasagne!”, (noi)
“Viva
i caparozzoli!”, (loro)
“Viva i
torteliiini!”,

(noi)
“Evviva ‘e
capesante!” 
– mi è venuta ‘na fame nel
corso della battaglia!
Dopo i fuochi, ci siamo incontrati –
commozione! sentimento!- con un ex-
tecnico dell’Arena che ha trovato
lavoro a Venezia, e ci voleva portare
ad una festa al famoso Campo Santa
Margherita… alla Giudecca! Inutili le
mie rimostranze topografiche, alla fine
siamo arrivati in Campo Santa
Margherita non senza aver girato almeno
un’ora in tondo,

ovviamente divertendoci come matti,
incluso incontro con due amici cileni.
La scena madre è stata quando il nostro
poco veneziano Virgilio ha fermato una
signora chiedendo indicazioni, questa
ha risposto in una lingua che poteva
essere spagnolo ma anche no, e lui
sopreso voleva commentare qualcosa
come "Ah, scusi, avrei detto che fosse
veneziana!", ma gli è uscito un
"You
looks like Venezia!".
Questa frase ora è nel nostro
vocabolario, ogni volta che dobbiamo
seguire qualcuno che ci sta giudando
per una città diremo: "seguiamo lui! He
looks like Venezia!".
Giunse il momento del ritorno, treno
alle 5.17, pigliamo la macchina a
Mestre e ci ficchiamo in autostrada con
un nebbione da paura

-e io che avevo detto qualche ora
prima: "dai che ci vediamo l'alba in
autostrada!". Iridella!
Il freddo mattutino e quel clima oscuro
mi hanno dato la sensazione delle
mattina di fine ottobre, estate finita,
caldo ormai lontano. Mi è venuta una
malinconia come solo dopo le notti
insonni può esserci! Ancora una volta
ho pensato che se ai primi freddi e
alle prime giornate che si accorciano
starò ancora percorrendo la stessa
strada per tornare al solito posto ogni
giorno come da due anni a questa parte,
è la volta che mi rinchiudono in
manicomio!
Ma è stato solo un lampo, una versione
strumentale di "Io me ne andrei" su
Radio Italia ci ha accompagnato per un
tempo così immemorabile che siamo
tornati ilari e spensierati -"Ahò, ma
che è, tutta la cassetta?
CAMBIAAAAAAAAAAAA!".
E' stato estremamente piacevole
accoccolarsi sotto le coperte,
febbricitante
-tonsillae magnae et
disruptae-, alle 7 del mattino.
Waiting fot the next weekend!
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