
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Friday, March 20, 2009 - ore 09:25
Ma cosa vuoi che sia una canzone
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La prossima sfida che impongo ai miei residui neuroni sarà di creare simpatici disegnetti sul calendario lì in alto. Scegliendo con programmatica attenzione e subdola parsimonia le date in cui aggiornare il mio blog potrei giungere a dei divertentissimi segnali subliminali.
Basta con i post in colonna del mercoledì e della domenica, siamo stanchi dei codici a barre, scegliamo di essere creativi e alternativi! Vogliamo un bel dito alzato, un fiorellino, un dipinto di Pollok, la statua della libertà, qualcosa di più artistico e originale che si materializzi sul calendario dei giorni in cui si scrive. Pensate che blog meraviglioso avrei, dopo.
E ho deciso che arrivata a sessanta mila visite potrei fermarmi. Diventare grande e smetterla di scrivere cagate in rete. Che ormai ho davvero poco tempo per scrivere, e quello che avanzo solitamente mi serve per vivere. La vita o la si vive o la si scrive, diceva Pirandello. O una cosa del genere. Non sono brava con le citazioni purtroppo.
E non sono
l’unica, vengo a sapere.
Ma con l’occasione vi consiglio un libro straordinariamente futile e per questo indispensabile:
“Dizionario dei luoghi comuni”, di G. Flaubert.
Contiene tutto quello che dovete sapere per intrattenere una conversazione media. E per media intendo nella media della media. È favoloso. Quante cose non si sanno ma si danno per scontate. Di quante cose siamo all’oscuro, ma basta un epiteto o una citazione più colta del solito per far supporre ai nostri ospiti di essere di fronte a una persona dotta, dotata di spirito critico e intelligenza superiore. Flaubert aveva capito un sacco di cose. Dovrebbero rivalutarlo. A questo proposito pensavo che, stando al gioco, il luogo comune su Flaubert sarebbe
“Io sono Madame Bovary”. Inserire questa frase in un dialogo, ragazzi, fa il suo bell’effetto. Limitativo? Sì, certo. Per questo si chiama dizionario dei luoghi comuni e non dizionario enciclopedico dello scibile umano. Ma non avete letto sette righe più su?
Dovrei scrivere il “Dizionario dei luoghi comuni contemporaneo aggiornato al 2009” perché il suo mi è un po’ datato, e propone termini obsoleti caduti in disuso. Ce ne sono di nuovi che sono estremamente stimolanti. Sarebbe un lavoro straordinario!
E straordinariamente difficile. Serve uno spirito troppo acuto, e una disponibilità di tempo troppo grande.
Ho capito. Mi tengo il blog.
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