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io ho sempre tentato... "
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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Sunday, March 22, 2009 - ore 19:44
Considerazioni di una che sembrerebbe aver sbagliato mestiere
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Jackson Eaton
Volevo far finta di niente, ma evidentemente non ci riesco. C’è un articolo interessante sullo stato dell’arte in Italia e nel resto del mondo, parlano gli artisti, chi la fa, preoccupati delle condizioni globali dell’andamento del mercato. Signorine da istituto d’arte ben svegliate, anche quello ha un prezzo, e ci si chiede dove va a finire la creatività in tempi come questi.
Ci si ritrova su riviste, fanzine a tiratura limitata e spesso e volentieri gratuite, senza alcuna pubblicità con vanto supremo di chi le produce (e mio dubbio amletico sul come tali menti geniali riescano a trovare glucosio per le loro sinapsi creative, altresi detti soldi), e con particolare attenzione verso l’immagine, la fotografia.
Ne sono onnivera praticamente pur essendo perennemente (e giù di avverbi) scettica.
Non essendo, come si suol dire, del settore macino invettive secolari su chi possa essere chiamato fotografo e chi no, in un’era dove non basta il titolo acquisito dagli studi, così come non basta più per quasi la totalità degli altri settori.
E concludo basandomi sulla progettualità, la costanza, la dedizione per il lavoro degna di un diario.
Ho amato foto che raccontassero storie in cui mi sembrava d’esserci.

Jackson Eaton, WeNeverMarried
How to Tell a Story:
Interview, Lina Scheynius, photography.
That is a very philosophical question about memory and time and people’s perception. In my opinion the instant itself can never be changed. Yes, bringing out a camera has already made the moment different from if one hadn’t brought it out. But the fact that there is a photograph of it doesn’t change what happened. Only perhaps the memory of it. My memory of it. The importance of it in relation to other instances that might be similar but not remembered.
Bringing in a viewer gives the instant even more importance in relation to others. It doesn’t really make the single picture more important to me. I am not sure, but it could even be the contrary as it is no longer a secret personal thing but some kind of official object.
But the image itself gets a new and perhaps more important life with all these eyes viewing it and hopefully relating to it in whatever way.
On another note I have noticed that bringing out these instances in public has an effect on the future ones. For better or worse.

Lina Scheynius
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