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Tuesday, March 24, 2009 - ore 14:23
Jiddu Krishnamurti
(categoria: " Riflessioni ")
Esattamente come non ha senso quello che scrivo perchè la descrizione della cosa non è la cosa osservata, per comunicare a distanza servono le parole.. quindi!
La vita è movimento, l’energia si trasforma, la società tende alla staticità, il cervello è impigrito, il corpo si ribella, si deforma ma nonostante tutto non riesce a farti capire che sei fermo e stai creando accumulazione non necessaria quanto mortale.
E allora che fare? Fuggire? nascondersi? farsi monaco? rinunciare? meditare? allontanarsi dalla società?
Noi siamo la società! ..sia che ce ne allontaniamo sia che rimaniamo.
La nostra cultura ci ha insegnato come utilizzare il cervello attraverso il metodo di analisi (psicoanalisi, analisi di mercato, analisi di laboratorio, ...). Ma cos’è l’analisi? L’analisi prevede un ossevatore e la cosa osservata. S’introduce una separazione, un conflitto perchè la descrizione della cosa non è mai la cosa osservata. Possiamo suddividere una montagna in tanti piccoli frammenti descritti minuziosamente o possiamo aprire gli occhi e, in un istante, avere la consapevolezza di tutti i frammenti in una visione unica, in un pensiero totale, in una comprensione che prescinde dalle parole.
Il metodo di analisi porta sempre ad un’azione incompleta, frammentaria, crea frammentazione e nasce la separazione tra l’osservatore e la cosa osservata.
Il metodo d’analisi è fondamentale quando c’è bisogno di organizzazione (per prendere il treno, per cucinare, per avere l’acqua senza pescare dal pozzo, ...). La tecnologia (frutto dell’analisi) “semplifica” l’esistenza nella sua dimensione di necessarietà. Ma può il cervello funzionare senza utilizzare il metodo d’analisi? Posso osservare la montagna senza suddividerla in frammenti? Posso fare lo stesso con me stesso? Ed avere l’immediata percezione di tutti i frammenti in un solo istante? Possiamo imparare a vivere tutti insieme? Essere un fiume che scorre e non crea accumulazione? Un altro modo di vivere.. non il rifiuto di ciò che è!
Se vuoi capire.. Krishnamurti “La domanda impossibile”, altrimenti.. vai a lavorare e non ci pensare più!
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