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Tuesday, March 24, 2009 - ore 20:13 ATTESA Non so che stagione era ma mi ricordo l’ODORE. La nostra prima volta, è stata strana, non sapevamo cosa sarebbe successo ma volevamo provarci insieme. Poi tanto giovani non si era e forse complice quella canzone ci togliemmo le scarpe. È lenta l’immagine della nostra storia ma i ricordi sono attimi.. Arrivammo da due strade diverse qualche ora prima. Ormai il sole stava scendendo e tu presi le chiavi dallo zainetto dove tenevi il libro di filosofia. Io rimasi in in auto ad osservare, in quella Punto verde tanto odiata per il suo ruggito da coniglio. Con le mani ti toccavi i capelli e guardavi dal vetro del portone se il tuo viso fosse presentabile. La serratura scricchiola, tutto sembra stregato, quasi surreale. Ti giri per incrociare lo sguardo di un passante, e come un ladro sgattaioli in casa lascindo la porta chiudersi alle spalle. SPLAM. Non ricordo che stagione era, non ricordo il calore della giornata. Ma era Maggio. Si, le donne erano per strada che stavano raggiungendo la statua per raccontare la loro Avemaria. Erano in 5, tutte vestite di scuro, come ad una processione funebre. Mi incanto a guardare la luce appena accesa della cucina. Chissà cosa stavi facendo. Chissà quale parte dei tuoi vestiti ti stavi togliendo. Quel momento tante volte immaginato era così vicino. Io mi sentivo piccolo. Tanto piccolo. Io dentro a quella Punto verde, tu in cucina.. Uno squillo al telefonino, il tuo "Ci sono". Potevano sentire i nostri cuori, perché cazzo, erano quelli che facevano tutto quel rumore. E facevano vibrare anche la terra, e il rimbombo disturbava la celebrazione della madonna. Scendo dall’auto, mi apri la porta… Vaniglia. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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