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martedì 20 luglio 2004 - ore 11:48
Problemi di vicinato
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Qui a
Little Bucarest, nella ridente Arcella settentrionale, dove si inizia a sentire il profumo del Brenta, le leggi di buon vicinato sono spesso violate da omertà, indifferenza, ma soprattutto pezzi di
stronzi. Ora, io mi chiedo che sarebbe successo se 5 anni fa avessimo comprato quella maledetta porzione di
quadrifamiliare con mansarda dietro casa che tanto ci interessava. L'edificio era nuovo e molto bello, gran giardino, certo, un po'più caro del prezzo di mercato ma eccezionale. Decidemmo di lasciar perdere. Delle otto famiglie di quel complesso, anzi, più che altro, della pazienza dei loro vicini di casa, Dio sembra non curarsi più di tanto. Primo lato negativo: sette famiglie su otto hanno figli in età tra gli 0 ed i 4 anni. Proprio trasferendosi in casa nuova dovevano concepirli? In certi momenti vorrei un ripetitore
gsm vicino a casa che favorisse, anche in modo retroattivo, la loro
sterilità. Finalmente nel circondario non avevamo più "
bocia" che urlavano e, soprattutto, genitori maleducati che glielo permettevano 20 ore su 24. Niente, stiamo espiando le colpe di chissà quale altra vita passata. Credo, vista la pena inflittaci, che fossimo dei gran figli di puttana secoli fa. I bambini vengono
liberati (dopo esser stati tenuti come cani a guinzaglio) puntualmente alle 13:30, fino alle 16. Forse i genitori lasciandoli all'aperto a quell'ora vogliono risparmiare sulle ferie al mare "tanto si abbronzano lo stesso". Ma uno vorrebbe mantenere i suoi coglioni intatti. Non può. Questi graziosi
frugoletti urlano e sbraitano emettendo dei sibili paragonabili a quelli di
Michael Jackson. Il quale però non fa 3 ore di soundcheck al giorno, o perlomeno lo fa in una stanza insonorizzata, altrimenti avrebbe ricevuto accuse di crimini contro l'umanità, non solo contro i bambini di Neverland. Una di queste famiglie, però, ama variare. Appena riposto il figlio nell'
armadio, da qualche lato nascosto dell'appartamento estrae un
Rottweiler che lascia libero di girare per il quartiere, senza guinzaglio e museruola, "tanto lo teniamo d'occhio mentre ci andiamo a spasso". Voi non potete capire cosa voglia dire tornare a casa alle quattro di notte, magari dopo aver alzato un po'il gomito, e vedersi un Rottweiler che ti ringhia contro davanti a casa tua. Il padrone arriva dopo venti secondi, a quell'ora, dicendo "E'solo un cucciolo, non avere paura". Li
mortacci tua. La sorpresa più bella, però, arriva quando torni a casa una sera allegro dopo una cena con la tua dolce metà. Entri nelle stradine che separano lo stradone dal tuo quartiere vagamente rumeno ed inizi a vedere delle
luci che girano. Discoteche non ce ne sono, il Le Palais è relativamente lontano e non ha mai avuto i fari. Al Plebiscito non ci sono partite. "Sarà l'
amore" - pensi - "c'è chi sente le campane, forse ho le visioni". Sì:
la visione di poliziotti in pieno assetto di lavoro. Hanno accerchiato il Melrose Place dei poveri per arrestare il personaggio che ogni giorno arriva con macchine diverse e coccola suo figlio mentre urla a chiunque. La stessa persona che quando si è sentita dire "può fare in modo che il suo bambino non svegli il vicinato?" ha risposto "ci sono tanti modi in cui un cane può morire.. e pure i suoi padroni". Un lord, un
gentleman di altri tempi. Più che altro un membro della Mala del Brenta. Se continua così vendo casa, od almeno
disdico Sky e rivendo il dvd. Altro che reality show!
AMARSI CANTANDO - DANIELE SILVESTRI
Mi sento umile, mi sento umido,
non puoi lasciarmi fuori casa quando piove così tanto,
che carogna sei.
Almeno tirami l'impermeabile,
ti prego non mi cancellare dalla tua esistenza,
dammi una speranza o almeno un buon K-way.
Che cosa ho detto mai di così ignobile,
ho solo dato un nome a quelle cose che ti piace fare
ma non dici mai.
E invece scandalo, ho detto "prendilo",
guarda che non è normale fare dei disegni
per spiegare quello che mi fai.
Non userò parafrasi, né allegorie
Ti prenderò sul serio, senza bugie.
E adesso siediti su quella seggiola,
lo so che parlo come le canzoni ma così perdoni le volgarità
e adesso spogliati come sai fare tu
lo vedi che se recitiamo sembra pure a te più naturale tutto
ma com'è
E' stato facile, amarsi è facile
basta conoscere a memoria tutta quanta
l'opera completa di Mogol
Sarà ridicolo, ma è meglio ridere
che morire di imbarazzo e per non dire cazzo
dire "in quanto donna quello non ce l'ho".
Ti prego scusami, non lo ripeto più
ti parlo del mio amico che col cacciavite in mano
fa miracoli e so
che mi risponderai, bella senz'anima
"sono io la figlia del dottore amica delle tre civette,
guarda c'è un comò".
Non userò parafrasi, né allegorie
Ti prenderò sul serio, senza bugie.
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