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Tuesday, July 20, 2004 - ore 12:14
concerto dei Modena.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi presento a Radiosheerwood alle 21, preciso come il cioccolato svizzero, agguanto il cell "ciao amore dove sei?". La voce soave di fuckie mi risponde: "sto alla pizzeria, appena entrato a destra". In sottofondo un rutto, dopo aver viaggiato fino ad un'imprecisata orbita per un coito telematico con satellite, torna sulla terra per scombinarmi lo scalpo via etere. LUI evidentemente non deve essere lontano. Inforco l'ingresso, spavaldo come una stanza vuota, e in un paio di minuti trovo colei che corre attraverso le praterie del mio cuore, in compagnia di uno zerbistrello peloso. Saluti e baci, convenevoli e chiacchiere. Dopo un po' arriva LUI con una pizza in mano. 'Sti teroni pensano solo a mangiare. Sfoggia la pancia, caccia un altro paio di rutti. Usa salutare così. Loro mangiano e io sbevazzo a scrocco, e già nell'aria si spande un forte sentore di liquirizia mista a cherosene. "Ho comprato 'sto liquore al discàunt per 3 euro!" dice LUI con una certa arroganza. Rabbrividisco mentre ci avviciniamo al palco. Il primo gruppo spalla spande musica di produzione propria e un paio di ragguardevoli pezzi di de andrè, orchestrati con una certa finezza. La folla comincia a crearsi con l'imponenza di un fungo atomico. Il secondo gruppo spalla è composta da un solo omino chitarramunito, dalle spiccate qualità comiche. Le risate scaldano l'ambiente. Anche il buffo omino ci sa fare. Mezzora di anticamera ed esce Cisco. La folla si apre in un boato che arriva a decibel paragonabili ai SUOI rutti. Da lì in poi è lo sfacelo. Tutto procede bene, intervallando ogni canzone con una birra e una lunga sorsata di ottani aromatizzati alla liquirizia. Poi il disastro.
LUI decide di denudarsi, e subito è un ondeggiare di adipe lentigginoso che saltella a tempo di "etnica danza", di "macondo express", di "cent'anni di solitudine". Comincio ad accusare i primi sintomi di un'intossicazione da metanolo, mentre ogni singola fibra del mio corpo assume un vago sentore di liquirizia. "come sciumacher!" dice LUI, agitando una lattina di birra per poi aprirla a spese del malcapitato antestante, mentre io gioco con lo sguardo con una sbarbina poco distante (le sbarbine sono bionde, le sbarbine sono more, le sbarbine in amore!). Purtroppo quando cerco di allontanarmi per passare dal gioco di sguardi al gioco verbale, vengo richiamato all'ordine da Fuckie, palesemente imbarazzata dall'idea di trovarsi sola con il rosso adiposo saltellante. (no dai, questo non è vero). La musica incalza, e io torno a sentirmi giovane, seppure un po' scocciato dalla prematura scomparsa della sbarbina dal mio campo visivo. Vabbè. Che dire? due ore di concerto e due bis. Quando la stanchezza ci attanaglia, finiamo per trovarci stesi sulla collinetta, mentre cuch il peloso giuoca festoso scorrazzando a destra e a manca subendo tra l'altro numerosi sùpplex da parte del padrone. Faccio un giro alla ricerca di hanamichi, e ovviamente lo trovo sbronzo intento nel condire una sigaretta fatta a mano. Pensa che bello quattro amici una chitarra e uno spinello. Poichè non c'era la chitarra han pensato bene di supplire con un peso equivalente in porriti. Altre chiacchiere, saluto in giro gente vaga ma felice. Arrivo alla macchina constatando come sempre l'assenza di Clarion. Vado a casa. Mi copro col mantello il capo e più non sento,
e mi addormento, mi addormento, mi addormento...
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