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Monday, April 06, 2009 - ore 01:07


Sogno di un incubo desto
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Tratto da "Il libro dei Sogni Duck". Racconto di un sogno ricorrente di uno dei quattromiliardiedue di lettori, tra i pubblicati del capitolo "PERESEMPIO".



"Nel sogno c’è un uomo tondo, a forma di Euclide...sta spalando piatti di cinesi. Io mi volto ma non riesco a vederlo, e un senso di virtu’ mi sovrasta lentamente, quando in lontananza sento dei treni che volano.
Dopo qualche istanza corro e mi getto d’acqua. Un camion mi torna e mi dice di essere più cracker nella vita.
D’un tratto mi ritrovo improvvisamente in un’altra stanza. Ci sono dei fiori di pollo e delle automobili parcheggiate a B doppia. Mi si avvicina un signore compulso, grazio e becco, con un giappotto di gran tessuto belga appoggiato d’un lato sopra e di fianco.
"PANE! AVETE DEBITO!" Mi dice con voce greta e spazzolina.
Reguardo alla responsa, ma non riesco a dividere la scena in quattro poichè già da subito mi ritrovo steso sopra un piede, con una mano legata al pane e una vita nei calzoni! Fortunatamente le chiese vengono in mio soccorso e si precipitano dal burrone con aria dissolta, tenua, sile e picconesca.
Dopo due passi sento il verso di un coccodrillo.

Mi avvicino.
Mi vesto.
Scendo.
Mi pratico.
Mento.
Carlo.
Rugo negli abiti.
Caccio poco ma bene.
Tolgo la lenza e tiro il muro.
Fatto.

Arriva un piccione che mi spira e urlo come un pesce, straignorandomi e sconvolgendo l’asse da stiro che immediatamente mi spalanca un enorme Y davanti, grossa, potente, col sole dietro e io cado, mi rivesto, donnolo impazzata alla stremua di un gruppo di cittonzi che non mi vedono e continuo nel mio gorgoglio in una serie di urla parziali e cacofoniche, subito, quasi mai, finchè non inceppo in un tino e cado magico giù per una beccola infinita grande come l’acqua e rintonante rimbombo!!!

PAC!!!

E li mi svesto."



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