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![]() Duckworld, 25 anni spritzino di Crespano del Grappa CHE FACCIO? Altro... Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO ...e continuo a vedere. STO ASCOLTANDO Se così non fosse sarei sordo. ABBIGLIAMENTO del GIORNO Più o meno così: ORA VORREI TANTO... ...ma tanto! STO STUDIANDO... No. OGGI IL MIO UMORE E'... diverso da quello di ieri. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: BOOKMARKS J&D (da Musica / Cantanti e Musicisti ) UTENTI ONLINE: |
Monday, April 06, 2009 - ore 01:07 Sogno di un incubo desto Tratto da "Il libro dei Sogni Duck". Racconto di un sogno ricorrente di uno dei quattromiliardiedue di lettori, tra i pubblicati del capitolo "PERESEMPIO". "Nel sogno cè un uomo tondo, a forma di Euclide...sta spalando piatti di cinesi. Io mi volto ma non riesco a vederlo, e un senso di virtu mi sovrasta lentamente, quando in lontananza sento dei treni che volano. Dopo qualche istanza corro e mi getto dacqua. Un camion mi torna e mi dice di essere più cracker nella vita. Dun tratto mi ritrovo improvvisamente in unaltra stanza. Ci sono dei fiori di pollo e delle automobili parcheggiate a B doppia. Mi si avvicina un signore compulso, grazio e becco, con un giappotto di gran tessuto belga appoggiato dun lato sopra e di fianco. "PANE! AVETE DEBITO!" Mi dice con voce greta e spazzolina. Reguardo alla responsa, ma non riesco a dividere la scena in quattro poichè già da subito mi ritrovo steso sopra un piede, con una mano legata al pane e una vita nei calzoni! Fortunatamente le chiese vengono in mio soccorso e si precipitano dal burrone con aria dissolta, tenua, sile e picconesca. Dopo due passi sento il verso di un coccodrillo. Mi avvicino. Mi vesto. Scendo. Mi pratico. Mento. Carlo. Rugo negli abiti. Caccio poco ma bene. Tolgo la lenza e tiro il muro. Fatto. Arriva un piccione che mi spira e urlo come un pesce, straignorandomi e sconvolgendo lasse da stiro che immediatamente mi spalanca un enorme Y davanti, grossa, potente, col sole dietro e io cado, mi rivesto, donnolo impazzata alla stremua di un gruppo di cittonzi che non mi vedono e continuo nel mio gorgoglio in una serie di urla parziali e cacofoniche, subito, quasi mai, finchè non inceppo in un tino e cado magico giù per una beccola infinita grande come lacqua e rintonante rimbombo!!! PAC!!! E li mi svesto." COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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