
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Thursday, April 09, 2009 - ore 10:04
Senapismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
I pantaloni non sono shopping. Mmmmm, no, non lo sono.
Se sono pantaloni lunghi e tra il beige e il senape (mi piace la precisione), classici e sobri, non vanno considerati shopping. Se li compri per far bella figura al pranzo di Pasqua e non per sfizio non sono shopping, sono acquisti. Di cui hai bisogno (basta convincersene) e che non ti tolgono dalla testa tutto quello che vedi nelle vetrine. Se per lo stesso pranzo ti fossi comprata una gonna azzurra con i fiori bianchi sarebbe stato shopping, i pantaloni beige non lo sono. Anzi, fanno sì che quel vestito meraviglioso intravisto sbirciando dalla porta d’ingresso del negozio, quella volta che non sei neanche entrata per non cedere alla tentazione, diventi l’unico scopo della tua giornata. E ti fai violenza.
E neanche il gioco
“Quanto ha risparmiato oggi la Silvia?” sortisce l’effetto sperato.
Shopping è una borsetta grigia a secchiello di Promod (che pateticamente avevo anche messo in foto qualche blog più sotto).

Shopping è una camicetta a righe, una t-shirt colorata, un cappello di paglia, un paio di shorts a pois, un pigiama con i muppets, shopping non è spendere molto e comprare tutto quello che desideri, perché non è il prezzo, e meno ancora la marca, che ti fa lo shopping. Lo shopping è uscire dal negozio con la borsetta di cartone anche leggera, ma sorridente. Una borsetta sorridente.
Un bancomat meno sorridente. Ma che ci vuoi fare, mica puoi accontentare tutti.
Pantaloni beige/senape lunghi, classici, semplici, puliti, con la riga in mezzo, col risvolto sotto, di cotone tipo jeans. Bellissimi eh? Bellissimi davvero, mi fanno anche un bel culo, stranamente. Non mi sto lamentando, questo vorrei dire. Solo che, porca miseria, ci avrei messo su anche una camicia bianca con le rouches davanti. Spettacolare. Sono sicura che mi donerebbe da morire. Con accessori rossi. Meravigliosa.
Ho davvero
buon gusto da vendere (qualcuno me lo compra che le mie finanze sono un po’ traballanti?).

Così mi sto davvero facendo violenza, ma una violenza inaudita. Forse dovrei smetterla.
Ed è tornato il cielo grigio e non ho voglia di mettermi a comprare
cose carine quando c’è brutto tempo. C’ho lo shopping meteoropatico.
Ma oggi torna la Dany, e stasera forse esco con la Sabina.
Anche solo pensare di riuscire a vedere, dopo tanto tempo, persone a cui tengo, mi fa stare meglio.
Oggi trincea.
Pronta a spalare, spalare, spalare. Ricevere e poi ricambiare.
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