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Tuesday, April 14, 2009 - ore 15:19



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ad una settimana dal sisma che ha colpito duramente l’abruzzo posso dire che quelle immagini mi hanno veramente toccato di brutto,il mio stato d’animo e’ veramente cambiato.
La quotidianita’ ogni tanto sopraggiunge e ti dimentichi delle cose veramente importanti.Mi sono chiesto piu’ volte:e se fosse successo a me??? Cosa avrei fatto o cosa farei se fossi sopravvissuto a quest’evento?? Mi sono commosso piu’ volte guardando i vari tg5 e Porta a Porta
Tante volte mi e’ stata raccontata la tragedia di quel lunedì 28 dicembre 1908 che ha colpito Reggio calabria e Messina. La terrà tremò a causa di una scossa molto intensa, durata 40 secondi, stimata del 7° grado della scala Richter, erano le 05.21 Reggio, così come Messina e gli altri villaggi che popolano l’area intorno allo Stretto, venne rasa al suolo.

La città calabra contava allora appena 45 mila abitanti, e sotto le macerie del terremoto ne perirono circa 15 mila: esattamente un terzo. Altri 15 mila circa furono i feriti.
Mentre gli abitanti risparmiati dal terremoto si chiedevano se quell’immane tragedia coinvolgesse tutto il pianeta e se fosse la fine del mondo, l’onda del maremoto incalzava soprattutto nella zona sud della città: a Pellaro l’altezza delle onde dello tsunami raggiunse gli 8 metri. A Reggio centro e nella zona nord l’altezza d’onda fu molto più pacata, tra 3 e 5 metri, tanto quanto è bastato comunque per causare l’invasione delle acque nella marina tutta, nel lungomare e negli slarghi in cui si erano rifugiati molti dei superstiti che fuggivano dalle vie a rischio crolli alla ricerca di luoghi a cielo aperto.
Adesso quel ricordo viene tirato in ballo dalla tragedia dell’aquilano,e il problema e’ che bisogna rendersi conto che la mia citta’ e’ una tra le prime a rischio sismico falcidiato dall’abusivismo, dissesto idrogeologico e con molte inadempiezze degli edifici.
La situazione è molto preoccupante e spero che le le cose vengano sistemate. Spero solamente che l’esperienza insegni e non si debba piu’ assistere a eventi di tale orrore.Un abbraccio a tutto l’abruzzo con l’augurio che si riprenda presto anche se non e’ facile.


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