Scrivendo di tutto e di niente... pensando alla mia vita: alle persone che mi circondano, ai miei interessi ed ai miei impegni...
Ieri, sole e caldo: pareva estate, mentre me ne andavo a zonzo per il centro di Padova con la polpetta, ed avrei voluto portare
Havajanas e bermuda, invece di ballerine e leggings...
oggi freddo, vento e pioggia: peggio che a novembre, quando il maltempo rovina la tradizionale fiera qui al paesello... Mia madre, a pranzo, ha detto che,
quando sono nata, il 18 maggio di 30 anni fa, il tempo aveva fatto le
stesse bizze: talmente instabile ed imprevedibile da portare quasi all’isteria. Era scritto nel destino che, crescendo, mi dimostrassi eccentrica, mutevole ed anticonformista...
Non giocare mai il gioco di un altro. Gioca il tuo. [A. Salter]
Lucy van Pelt mi occhieggia, con la sua tipica espressione saccente e saputa, dai miei calzini preferiti: le ho sempre preferito
Piperita Patty, alias Patricia Reichardt, per questioni di affinità caratteriali. Peccato che Charlie Brown abbia sempre e solo in mente
la ragazzina con i capelli rossi...
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Sto seriamente considerando di cominciare ad impartire
ripetizioni di latino anche
agli universitari: ho rotto il ghiaccio, dando una mano ad un amico all’ultimo esame di lettere e la situazione mi è piaciuta... è tempo di ampliare gli orizzonti e l’utenza. La monotona routine non fa per me: mi servono nuovi stimoli...
Non è importante dove sono nata o dove e come sono vissuta. Ciò che dovrebbe interessare veramente è cosa ho fatto coi luoghi e le situazioni nei quali mi sono trovata. [G. O’Keeffe]
Stasera, visto che i nonni non ci sono (al giovedì escono a mangiare la pizza: appuntamento settimanale fisso ed improcrastinabile da ormai più di 20 anni), cena a 2 (anzi a 3: non devo dimenticare Taddeo), dove insegnerò a mamma a cucinare le
patatine fritte in forno: la lasciano sempre perplessa queste, secondo lei paradossali, innovazioni gastronomiche. Sono sicura che le piaceranno...
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Vittima di un impulso improvviso, ho preso un paio di quegli
improbabili pantaloni alla zuava, con il cavallo praticamente alle ginocchia e la fusciacca in vita: non sono propriamente adatti ad una donna piccola come me, ma li trovo simpatici e comodissimi, sia in infradito che con ballerine o scarpe da skate. Mi sto figurando l’espressione sconvolta dei miei amici, quando farò la mia apparizione, così conciata...